Pesante ristrutturazione alla Sigma Tau

sindacati-sigmatau-SLIDIl piano dell’azienda prevede esuberi di circa 600 addetti a Pomezia e la chiusura dei due centri di Milano e Caserta

POMEZIA – Il comunicato dell’azienda di fine novembre è laconico: “Sigma-Tau Industrie Farmaceutiche Riunite SpA, con sede e stabilimento a Pomezia, ha avviato in data odierna le procedure di legge presso la Regione Lazio relative al piano di risanamento, elaborato sulla base di un’approfondita analisi organizzativa ed economico-finanziaria”. Mentre scriviamo si è aperto il tavolo per cominciare a discutere del piano che, a quanto è dato apprendere, comporta un esubero di personale di 569 addetti per il solo stabilimento di Pomezia, su un totale di 2.441 dipendenti.

Le motivazioni della scelta aziendale sono sinteticamente imputate alle sfavorevoli condizioni determinate “dalla diminuzione dei prezzi dei farmaci, dall’ingresso nel mercato dei generici, dalle manovre del Governo e delle Regioni, senza tralasciare gli effetti di una negativa congiuntura economica e finanziaria a livello mondiale”. La somma dunque di fattori negativi strutturali e settoriali hanno determinato la crisi di uno dei più importanti siti produttivi della Regione.

Stando ad un’interrogazione del sen. Passoni (Pd) al ministro dello Sviluppo Economico, l’azienda fino alla recente scomparsa dal suo fondatore Claudio Cavazza, procederebbe ad una ristrutturazione “pesante” che comporterebbe anche la messa in liquidazione dei due centri di ricerca di Milano e Caserta, per altri 110 addetti, e la disdetta di tutti gli accordi aziendali a partire dal prossimo 1° gennaio, “sostenendo che sarebbe stato proprio il peso economico degli stessi a contribuire in modo determinante alla situazione di crisi in atto”.

L’accelerazione delle procedure per lo stato di mobilità dei lavoratori ha colto in un certo senso di sorpresa gli osservatori politici ed economici, non solo regionali, dopo che il gruppo, oggi presieduto da Mario Artali, aveva acquistato pochi mesi fa per 300 milioni di dollari la società americana Enzon, specializzata in farmaci per malattie rare, ed aveva comunicato alle rappresentanze sindacali nel giugno scorso la volontà di quotarsi in borsa e di sviluppare l’attività industriale.

La reazione del lavoratori è improntata a grande preoccupazione per le sorti dell’azienda. “Vogliamo riunirci ad un tavolo – dichiara la rappresentante della Cgil – per discutere su un piano di rilancio industriale serio, che garantisca il futuro della Sigma-Tau. Noi temiamo che l’azienda stia semplicemente svendendo l’attività e per farlo deve prima abbattere i costi del lavoro. Quale strada migliore del taglio del personale? Ma noi non ci stiamo”.

Per questi motivi, il parlamentare diessino chiede al ministro Passera di “convocare, con la massima urgenza e come richiesto dai sindacati, un tavolo nazionale sulla vertenza in questione e sul settore della farmaceutica in generale, con l’obiettivo di evitare la chiusura dei centri di ricerca del gruppo Sigma-Tau di Milano e Caserta e il ridimensionamento dello stabilimento di Pomezia, nonché per discutere di una politica industriale del comparto farmaceutico”.

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