Edifici a consumi zero, enti locali in prima linea

casa_ecosostenibileConvegno Enea per l’edilizia sostenibile. Ue spinge per l’efficienza energetica, Comuni strozzati dal Patto di stabilità

ROMA – Nonostante la crisi non bisogna lasciare indietro le politiche ecosostenibili e le buone prassi nel settore dell’edilizia. Il messaggio è arrivato dal convegno “La riqualificazione energetica degli edifici come nuova opportunità di sviluppo”, promosso dalla Fondazione per lo Sviluppo sostenibile, Enea e Federcasa.

L’attenzione all’ambiente, cioè, deve essere concepita come un’occasione. E se ciò è vero per i privati, lo è ancora di più per gli enti locali: basti pensare che in Italia il patrimonio edilizio di comuni, province e regioni si aggira intorno ai 400 miliardi di euro. Quanto si potrebbe risparmiare, e quindi investire in altri settori, dall’utilizzo ecocompatibile e sostenibile di tanti immobili?

Gli enti locali, insomma, potranno diventare i nuovi e decisivi protagonisti della grande svolta per l’efficienza energetica in edilizia e inseguire sempre più da vicino l’obiettivo dei “consumi quasi zero” . Per raggiungerlo, però, dovranno avviare un percorso operativo in grado di sviluppare, insieme con una nuova cultura di gestione, un adeguato flusso di risorse che li metta nella condizione di utilizzare gli interventi di efficienza energetica come strumenti anticongiunturali nella prospettiva della green economy.

Bruxelles, dal canto suo, sta da tempo lavorando sul fronte dell’ecosostenibilità. La Commissione europea ha emanato la direttiva sul rendimento energetico degli edifici, promosso il Piano europeo di Efficienza energetica e, con una nuova direttiva in cantiere, sta chiedendo che i Paesi membri si impegnino rapidamente a portare i propri edifici verso l’obiettivo “consumi quasi zero”. E vuole che siano le proprietà pubbliche a dare il buon esempio, avviando la riqualificazione energetica del proprio patrimonio immobiliare.

In Italia il valore economico del patrimonio edilizio dei comuni si aggira intorno ai 227 miliardi di euro, quello delle province 29 miliardi, quello delle asl 25. Ma gli enti pubblici stanno subendo tutti gli effetti della crisi economica in corso, aggravata dal Patto di stabilità e dalla mancanza di incentivi mirati alla riqualificazione del patrimonio pubblico. Difficile, quindi, che possano investire in efficienza energetica senza un concreto aiuto sia del governo che di soggetti privati, a cominciare dal credito e quindi dalle istituzioni finanziarie.

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