La contestata trasformazione di Villa Blanc

Villa_BlancChiusa da anni e lasciata nel degrado, la Luiss vuole ora trasformarla in una business school. La rivolta dei cittadini

ROMA – Villa Blanc, situata sulla via Nomentana n. 216, di proprietà dell’università Luiss, con i suoi quattro ettari di parco e le preziose testimonianze del primo stile Liberty, per la rilevanza paesaggistica e storica insieme a quella archeologica è una delle più importanti ville romane.

Il suo valore storico-artistico, monumentale e ambientale è confermato da diversi vincoli cui la villa è soggetta. Tra questi il vincolo di «interesse artistico» apposto nel 1922 tale da comportare l’obbligo dell’offerta d’acquisto allo Stato in caso di vendita dell’immobile; il vincolo di «bellezze naturali» apposto nel 1953, a salvaguardia di tutte le alberature del parco; quello di «parco privato vincolato», come destinazione del piano regolatore generale (PRG) di Roma, apposto nel 1965 con l’obbligo di conservare consistenza edilizia e relativa sistemazione a verde con esclusione di nuove costruzioni ovvero il divieto di qualunque alterazione e infine il vincolo monumentale «a tutela dell’opera architettonica» apposto nel 1976 dal neonato ministero dei Beni culturali.

Non solo, nel sottosuolo della Villa si ramificano le Catacombe di S. Agnese e del Cimitero Maggiore, il cui ingresso è in Via Asmara. La Villa fu stata venduta dopo il secondo dopoguerra alla società Generale Immobiliare e ha sofferto una riduzione di superficie a causa dell’allargamento della via Nomentana. Negli anni ’70 fu poi rivenduta alla Repubblica Federale Tedesca, con il rischio di vedere demoliti i propri edifici per accogliere la nuova ambasciata. Fu salvata però nel 1975 da una variante al piano regolatore che la destinò a «verde pubblico».

Vent’anni più tardi, precisamente nel 1996, fu acquistata dall’università Luiss e nel 2001 fu adottata dal commissario straordinario con i poteri del Consiglio Comunale di Roma una variante al PRG, che ne determinò la modifica da zona «N» a sottozona «M4» (insediamenti universitari).

Ad oggi la Villa è chiusa, recintata per la maggior parte della sua estensione, ma, in attesa di una conferenza di servizi, da anni le preziose decorazioni del Casino nobile sono soggette a degradazione, furti e all’azione devastante degli agenti atmosferici.
Da diversi articoli della stampa nazionale, si apprende della volontà di rinegoziare con un accordo tutto a favore dell’università Luiss, attuale proprietaria, la pubblica acquisizione da parte del Comune di Roma, e comunque la totale accessibilità del parco in cambio della trasformazione del Casino nobile in una business School per super manager Luiss, con la sostanziale ridefinizione dei confini della Villa ed una piccola area da offrirsi come zona ludica per bambini.

Ai sensi della «Carta di Firenze» del 1982 dell’International Council on Monuments and Sites (ICOMOS) un giardino storico è tale se presenta un interesse pubblico. Come tale è considerato come un monumento, e come tale, se sia legato o no ad un edificio, di cui è allora il complemento inseparabile, il giardino storico non può essere separato dal suo intorno ambientale urbano o rurale, artificiale o naturale.

Inoltre, in base al codice dei beni culturali, «i privati proprietari, possessori o detentori di beni appartenenti al patrimonio culturale, ivi compresi gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, sono tenuti a garantirne la conservazione». Cosa che invece non sembra essere accaduta a Villa Blanc.

L’attuale proprietà, infatti, nonostante un quindicennio di segnalazioni, richiami, sollecitazioni, pubbliche uscite a mezzo stampa ad opera dei comitati di cittadini e di importanti associazioni di tutela, e le presenze censite di beni archeologici ed immobili vincolati contenuti nella Villa Blanc dal valore storico ed artistico particolarmente rilevante, continua ad oggi a tenere una condotta che pregiudica fortemente la loro conservazione.

Tanto più che sempre secondo il codice del beni culturali, il Ministero «può imporre al proprietario, possessore o detentore a qualsiasi titolo, gli interventi necessari per assicurare la conservazione dei beni culturali, ovvero provvedervi direttamente».
A questo punto sono quindi in molti a chiedersi e a domandare al ministro per i Beni e le attività culturali, quali opportune ed urgenti iniziative intenda porre in atto e se, anche attraverso i competenti organi periferici di tutela dello Stato, voglia adoperarsi per realizzare una serie di interventi a Villa Blanc, così come disciplinati dal codice dei beni culturali, con relativi oneri a carico del proprietario.

Infine, anche il senatore Fabio Giambrone dell’Idv, chiede al ministro se sia informato circa la realizzazione, nella medesima area, di un parcheggio interrato sotterraneo, come da progetti presentati nel 2001 al Comune di Roma.

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