L’albero di piazza Venezia sparito in 24 ore | FOTO

albero-venezia-SLIDERPer Alemanno l’abete rimosso “a spese di chi lo ha messo”. Ma non è stato il Comune?
CONO O ALBERO DI NATALE?

ROMA – Albero postmoderno o abete tradizionale? La risposta è arrivata in meno di 24 ore. Tanto è durata la performance dell’installazione postmoderna al centro di piazza Venezia: un abete stilizzato a forma di cono, bianco, ornato solo di una fascetta tricolore a ricordo e celebrazione del 150esimo dall’Unità d’Italia. L’albero “della discordia”, come l’hanno soprannominato alcuni, è stato rimosso e già stamattina i curiosi e i turisti che sono passati a piazza Venezia hanno trovato un “buco”. Del resto il sindaco Gianni Alemanno l’aveva promesso ieri: “L’albero così moderno non piace neanche a me – aveva confessato – Per questo ho dato mandato di sostituirlo con uno più tradizionale, tipo quello che si trova davanti al Colosseo”.

Detto, fatto. Il cono bianco postmoderno è sparito e con esso le velleità artistico-contemporanee del Campidoglio. L’albero, realizzato per 25 mila euro dalla Lucifesta Group di Pomigliano d’Arco, sarà spostato all’Eur. Lontano da piazza Venezia, comunque, come sembra ormai essere prassi quando un’installazione è “troppo brutta” per il Centro storico (la statua di Papa Woytila, in questo senso, è un precedente illustre).

Resta una domanda, anzi tre: chi aveva firmato per piantare l’abete bianco sotto l’altare della Patria? Dove si trova ora? E, soprattutto, quanto ci è costato pensarlo, installarlo per poi rimuoverlo? Difficile, su questo ultimo punto, credere alle parole di Alemanno secondo cui “non ci sarà nessuna spesa inutile per l’operazione di rimozione, che sarà a carico di chi ha messo l’albero”. Ancor più difficile, però, accettare le parole di consolazione di Alemanno: “non ci sarà alcun costo aggiuntivo ma solo il vantaggio per i romani di avere un albero gratis”.

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(Federica Ionta)

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