Donne che hanno fatto l’Italia

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Figure femminili che hanno trasformato e contribuito a creare il Paese. Dalle mondine, alle partigiane alle donne dell’Assemblea Costituente. Una mostra al Vittoriano ne ripercorre le idee, l’impegno civile, sociale ed imprenditoriale

Nell’ambito delle celebrazioni per il 150° Anniversario dell’Unità d’Italia merita una visita la mostra “Le donne che hanno fatto l’Italia” al Complesso del Vittoriano, realizzata da un autorevole Comitato Scientifico.

Attraverso dipinti, foto, documenti, video, abiti, giornali, cimeli il visitatore è immerso in un percorso che sottolinea il forte contributo delle donne alla trasformazione e alla crescita del paese. La mostra è introdotta da una sezione sul Risorgimento italiano con una testimonianza di alcune personalità tra cui Cristina Trivulzio di Belgioioso, Clara Maffei, Maria Mazzini che hanno partecipato attivamente ai moti insurrezionali attraverso azioni incisive a sostegno soprattutto dei circoli letterari che furono uno dei fulcri della propagazione delle nuove idee.

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Questa prima sezione continua approfondendo le figure femminili che sono state protagoniste della storia fino ai tempi recenti in vari campi del sapere e dell’impegno civile, sociale, imprenditoriale tra le quali Maria Montessori, Anna Kuliscioff, Matilde Serao, Francesca Cabrini, Luisa Spagnoli, Marisa Bellisario, Palma Bucarelli.

Il ruolo della figura femminile è sottolineato inoltre dal lavoro collettivo che ha contribuito a sostenere il cambiamento della società con organizzazioni, intelligenze e professionalità attraverso testimonianze sulle maestre, le mondine, le balie, le tabacchine, fino alle crocerossine, alle partigiane o alle donne dell’Assemblea Costituente che hanno contribuito alla costruzione della Repubblica. Un video riporta infine alcune interviste, tra cui una molto emozionante all’attrice Anna Magnani.

La sezione finale, piena di fascino, è quella che rende omaggio alle grandi artiste figurative: una selezione, molto concentrata, di lavori che vanno dal Futurismo di Benedetta Martinetti, dall’Espressionismo della Scuola Romana con Antonietta Raphael, Edita Broglio, Daphne Maugham Casorati, quasi tutte legate a grandi personalità artistiche del tempo.

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E ancora, per citarne altri esempi, l’astrattismo di Carla Accardi, le ricerche più attuali sulla scia di un continuo racconto femminile di Maria Lai o di Ketty La Rocca, o i volti cinematografici di Giosetta Fioroni nel solco della Scuola di Piazza del Popolo e per finire l’intrigante ricerca di Marisa Merz legata al movimento dell’Arte Povera.

Tutte fanno capire il valore, l’innovazione e la qualità di un’arte figurativa portata avanti da vere protagoniste.

(Maria Grazia Tolomeo)

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