Acqua e nucleare cambiano regime nella manovra

agenzia_nucleareL’agenzia nucleare va all’Ispra, il controllo sul servizio idrico all’Autorità per l’energia. Nuove norme per l’efficienza

ROMA – Eppure qualcosa si muove! Nonostante gli ammonimenti del premier sui “ridottissimi” margini di flessibilità della manovra e sul saldo comunque immutabile, qualcosina del decreto legge potrebbe cambiare nel passaggio parlamentare.

La prima novità riguarda il servizio idrico. La formulazione originaria della manovra – secondo la ricostruzione della Staffetta quotidiana – attribuiva al ministero dell’ambiente le funzioni della costituenda Agenzia per la regolazione e la vigilanza sul regime delle acque, conferendo però all’Autorità per l’energia la funzioni di regolazione e vigilanza in materia tariffaria. Ora invece l’emendamento del relatore al dl, l’on. Pier Paolo Baretta del Pd, prevede il trasferimento anche all’Aeeg, oltre che al Minambiente, delle funzioni dell’Agenzia. Il nuovo testo, inoltre, stabilisce che all’Authority per l’energia vengono trasferite in generale “le funzioni attinenti alla regolazione e al controllo dei servizi idrici, che vengono esercitate con i medesimi poteri attribuiti all’Autorità” dalla sua legge istitutiva 481/95. Resta fermo che il dettaglio delle funzioni da trasferire sarà individuato con Dpcm entro 90 giorni dall’entrata in vigore delle norme contenute nella manovra.

Per quanto riguarda l’Agenzia nucleare, un altro emendamento del relatore stabilisce che le sue funzioni siano trasferite all’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, in via transitoria e fino all’adozione, d’intesa anche con il Ministero dell’ambiente, del decreto di attribuzione delle funzioni dell’Agenzia stessa e “alla contestuale definizione di un assetto organizzativo rispettoso delle esigenze di indipendenza” previste dalla Ue. Il testo originario della manovra prevedeva invece il trasferimento immediato delle funzioni dell’Agenzia al ministero dello Sviluppo economico, d’intesa con quello dell’Ambiente.

Infine un terzo cambiamento rispetto alla versione originale della manovra potrebbe essere l’estensione della detrazione del 55% per gli interventi di efficienza nelle abitazioni che implichino la sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore.

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