Farmacie sul piede di guerra contro la ‘cura’ Monti

Farmaci_da_bancoFederfarma pronta alla serrata il 19 dicembre contro la liberalizzazione dei farmaci di fascia C

ROMA – “O saremo convocati a breve dal Governo per individuare soluzioni condivise e realmente utili alla popolazione o siamo pronti a chiudere”. È un vero e proprio aut aut quello lanciato questa mattina da Federfarma e Sunifar, il sindacato unitario dei farmacisti rurali, per contrastare l’entrata in vigore della liberalizzazione, contenuta nel decreto legge Salva Italia varato dal Governo Monti. Il provvedimento riguarda i farmaci di fascia C, quelli per cui è obbligatoria la prescrizione medica, ma che non sono rimborsati dal Ssn.

La categoria dei farmacisti si scontra nuovamente sulla vendita delle medicine cosiddette da banco, che valgono un giro d’affari di 3,3 miliardi. L’articolo 32 della manovra Monti estende infatti l’offerta dei farmaci nelle parafarmacie, dove oggi si vendono solo quelli C senza ricetta medica, e nei centri commerciali nelle città con più di 15.000 abitanti. Su tutta la fascia interessata si potranno inoltre praticare degli sconti.

Il pacchetto sembra comunque attenuare la deregulation introdotta dal provvedimento. Il Governo, infatti, ha fatto slittare al 2013 l’entrata in vigore di alcune liberalizzazioni, ad eccezione appunto di quelle relative ai farmaci di fascia C. Dura la reazione di Federfarma, che minaccia la chiusura se non ci saranno risposte dal Governo.

“Abbiamo sempre considerato i pazienti, che quotidianamente vediamo in farmacia – si legge in una nota di Federfarma Rieti – cittadini con i loro bisogni e le loro debolezze, soprattutto in momenti particolari della loro vita, cioè quando sono ammalati e più fragili.

“Con il Decreto Legge Monti, che applica regole inesistenti in Europa e in tutto il mondo civilizzato, il cittadino ammalato viene trasformato in consumatore al quale far consumare il più possibile. Noi pensiamo che il farmaco non sia una merce qualsiasi soggetta solo al libero mercato. Per questo motivo Federfarma Rieti proclama lo stato di agitazione ed è pronta a chiudere le farmacie della provincia in segno di protesta fin da lunedì prossimo, 19 dicembre 2011”.

Sulla stessa linea i colleghi del Molise: “I titolari di farmacia, vista l’insensibilità del Governo Monti sulla questione della liberalizzazione dei farmaci di fascia C sottoposti a ricetta medica, e sulla tutela della salute dei cittadini, comunica la chiusura delle farmacie del territorio regionale dal 19 dicembre 2011”.

Il ministro della Salute, Renato Balduzzi, ha cercato di gettare acqua sul fuoco. Già qualche giorno fa infatti in un’intervista al Sole 24 Ore aveva spiegato che “la linea del governo riprende una proposta già diventata norma di liberalizzazione, ma nel quadro di precise garanzie di salute”. Oggi il ministro è tornato sull’argomento aggiungendo che “quello delle liberalizzazioni è un tema oggetto di discussione parlamentare, ma credo che, quale che possa essere la soluzione finale del problema, debbano essere sempre assicurati livelli elevati di farmacovigilanza, di garanzia per il cittadino nel momento in cui va ad acquistare un farmaco a prescindere dal luogo in cui il farmaco viene acquistato”.

La liberalizzazione dei circa 3 mila farmaci darà ai cittadini vantaggi diretti, non solo indiretti. Ne è convinto Vincenzo Tassinari, presidente di Coop Italia, il quale dichiara che “dal 2006 ad oggi abbiamo aperto 105 corner salute assumendo oltre 320 giovani farmacisti per un fatturato di 80 milioni, consentendo un risparmio di 13 milioni di euro a vantaggio dei cittadini”.

La liberalizzazione non solo è opportuna ma produrrebbe un immediato risparmio per le tasche dei consumatori. A dimostrarlo l’ultima inchiesta di Altroconsumo secondo cui oggi chi compra il farmaco nel corner salute nei supermercati risparmia sino al 18%. Proiettando i benefici avuti da questa liberalizzazione anche sul mercato di fascia C con ricetta, senza limiti sul territorio, si arriverebbe a un risparmio di 500 milioni di euro all’anno.

“Rivedere le regole e applicare un minitoraggio dei prezzi svecchierebbe il mercato dei farmaci e renderebbe la vendita finalmente aperta e trasparente, con opportunità di risparmio concreto per i cittadini” – ha dichiarato Paolo Martinello, presidente Altroconsumo.

È evidente quindi secondo l’associazione che la liberalizzazione completa abbatterebbe allineamenti sul prezzo del prodotto al pubblico, oggi in vendita monocanale. Accanto alla liberalizzazione sempre secondo Altroconsumo sarebbe necessaria anche una revisione della fascia C. Da anni è infatti consuetudine che alcuni farmaci, pur necessitando di ricetta, siano venduti di fatto senza.

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