“Super-Inps” minaccia 700 dipendenti Inpdap ed Enpals

inpdap-SLIDI due enti confluiranno nell’Inps. Tagli ai lavoratori, ma restano le poltrone per Mastrapasqua e Antichi

ROMA – Inpdap ed Enpals sul piede di guerra. I dipendenti dei due enti pubblici, che saranno dal decreto “Salva-Italia” in queste ore al vaglio del Parlamento, oggi hanno occupato la sede della Direzione generale Inpdap di via Ballarin. Al centro della protesta la paventata messa in mobilità di 700 lavoratori in seguito all’accorpamento dei due enti negli organici dell’Inps.

Nella seconda versione della manovra economica del governo, infatti, gli istituti previdenziali per i dipendenti della Pa e dello spettacolo dovrebbero essere accorpati in un unico ente. Una sorta di “super-Inps”, come l’hanno chiamato, con un bilancio complessivo di 400 miliardi di euro incluse le gestioni Inpdap (100 miliardi) ed Enpals (50 miliardi), ma con un’eccedenza di personale pari a 700 lavoratori. Al contrario, denunciano i sindacati, gli esuberi non toccano i vertici dei due enti tanto che la bozza di manovra prevedrebbe che “i posti di direttore generale degli enti soppressi sono trasformati in altrettanti posti di livello dirigenziale generale dell’Inps”. Rimangono, dunque, le poltrone di Antonio Mastrapasqua e Massimo Antichi.

“Si confermano e si prorogano i posti di vertice degli enti, si salvaguardano le poltrone dirigenziali e si tagliano solo i posti di lavoro – ha commentato Giovanni Faverin, segretario generale della Cisl Fp – Creando un precedente unico e pericoloso nelle pubbliche amministrazioni: eccedenze di personale determinate a priori per legge, senza alcun piano e senza verifica”.

Non solo. La manovra andrebbe a incidere anche sui cosiddetti “prestiti-Inpdap”, cioè mutui concessi ai dipendenti pubblici a condizioni di mercato vantaggiose. “A causa della frettolosa e pasticciata soppressione dell’ente – ha sottolineato il coordinatore dell’Unione sindacale di base Massimo Briguori – si è determinato anche il fermo dell’attività creditizia e il conseguente blocco dell’erogazione dei mutui a tutti i dipendenti pubblici, creando serissimi problemi a chi era pronto alla stipula dei rogiti”.

Sindacati e lavoratori hanno chiesto la modifica del decreto e in particolare il ripristino del testo iniziale per la parte che riguarda il passaggio di tutto il personale attualmente presente negli enti soppressi, “comprese le posizioni soprannumerarie, e la garanzia di una norma che eviti il taglio”.

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