16:31 | Allarme dei geologi: Lazio da “bollino rosso” per il rischio sismico e idrogeologico

Rischio sismico e idrogeologico, rischio radon, geotermia, arsenico nell’acqua. Sono questi i rischi maggiori che corre il territorio del Lazio, secondo un rapporto dei geologi della Regione presentato in occasione del ventennale dell’Ordine. Stando a quanto emerso nel corso dell’incontro, il territorio del Lazio per le sue caratteristiche geologiche presenta molte criticità ed è una delle regioni italiane a “bollino rosso”.

Sono 372, il 98% del totale, i comuni del Lazio con un’area ad elevato rischio di alluvione o di frana. La provincia più a rischio è Frosinone, seguita da  Roma, Viterbo, Latina e Rieti. La Capitale presenta il maggiore rischio idrogeologico, mentre Fiumicino è uno dei comuni con la maggiore estensione delle aree esondabili: circa il 39% del totale. Sono più di 350mila i laziali potenzialmente a rischio, minacciati dal rischio frana o alluvione.

Tra le emergenze sono segnalate, in particolare, il dissesto idrogeologico e i fenomeni franosi, che interessano soprattutto le zone di Ventotene, Civita di Bagno Reggio fino alla collina dei Parioli; il rischio radon, seconda causa del tumore al polmone, che grava su tutta la zona dell’Alto Lazio; le tracce di arsenico segnalate nelle acque di  numerosi comuni delle province di Latina, Roma e Viterbo; il rischio sismico e la sua gestione che coinvolge buona parte del territorio regionale e in particolare le province di Rieti e Frosinone.

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