Post-Malagrotta rimandato: altra proroga fino a giugno 2012

malagrotta-ingresso-SLIDERLegambiente: “Tenerla aperta è una porcheria”. Ancora nulla di fatto per i siti alternativi
DISCARICA ABUSIVA A ROMA

ROMA – La discarica di Malagrotta non chiuderà, neanche questa volta. A due settimane dal termine “perentorio” del 31 dicembre 2011, entro il quale – stando al provvedimento firmato dalla Polverini – il sito doveva essere chiuso, è arrivata l’ennesima proroga. In perfetto stile italiano. La discarica alle porte di Roma, ha fatto sapere Giuseppe Pecoraro, accoglierà i rifiuti della Capitale per altri sei mesi. Il prefetto e commissario per l’emergenza rifiuti ha detto anche di aver “invitato il Comune di Roma a potenziare gli altri impianti di trattamento dei rifiuti indifferenziati in modo da avere, insieme agli altri due di Colari (il consorzio laziale rifiuti, ndr), quattro strutture che lavorano a pieno”.

Già nei giorni scorsi la decisione di prorogare l’apertura di Malagrotta sembrava inevitabile. Come sarebbe stato possibile chiudere la discarica senza che fossero nemmeno partiti gli espropri di Quadro Alto (Riano) e Corcolle, individuate in via provvisoria? Pecoraro, a ottobre, aveva ipotizzato “una mini-proroga, spero di non più di uno o due mesi”. E invece no: si arriverà, per ora, a giugno del 2012. Ma si potrebbe andare oltre, anche perché la situazione dei siti provvisori è tutt’altro che definita e meno di una settimana fa, sabato per la precisione, duemila persone avevano marciato lungo la via Prenestina bloccando il traffico per dire no all’invasione di rifiuti a ridosso di Villa Adriana.

Durissime le parole di Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, che ha definito la proroga una farsa: “E’ scandaloso, il commissario serve solo a fare porcherie, a prorogare ancora una volta Malagrotta, ad aprire nuove discariche a Corcolle, Riano, Fiumicino e chissà dove altro, a saltare le gare. Basta, si chiuda il commissariamento e si apra la stagione della responsabilizzazione degli enti locali per riduzione, riuso e differenziata”, ha detto Parlati.

Il calendario dei lavori, intanto, è comunque rimandato all’estate. Bisogna ancora, oltre che procedere agli eventuali espropri, bandire le gare per la realizzazione e la gestione delle strutture. Basteranno sei mesi? Forse no. Intanto, fa sapere Pecoraro, “si sta valutando se sia possibile mantenere Malagrotta come una discarica ‘tal quale'”, ossia in cui i rifiuti vengono versati senza separarli.

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