Miller lascia l’Anm, per lui si chiude il procedimento disciplinare

arcibaldo-miller-2-SLID Coinvolto nell’ ‘affaire P3’, doveva essere giudicato dal collegio dei probiviri dell’Anm il 19 dicembre

ROMA – “Rivendico di avere sempre agito con imparzialità ed indipendenza, garantendo in ogni momento, grazie all’apporto fondamentale dei magistrati che sono attualmente e sono stati in passato addetti all’ufficio ispettivo, il rispetto assoluto della autonomia della giurisdizione. Tanto premesso, avverto comunque la forte esigenza di porre fine, per lo meno per quanto da me può dipendere, ad una situazione che immotivatamente si trascina da troppo tempo, evitando in tal modo nuove strumentalizzazioni e campagne mediatiche”. Così lascia l’Associazione nazionale magistrati, l’ex capo degli ispettori del ministero della Giustizia Arcibaldo Miller, nella sua lettera di dimissioni, datata 13 dicembre, inviata al presidente del collegio dei probiviri dell’Anm, Beniamino Deidda, e, per conoscenza, al presidente dell’Associazione Luca Palamara.

La decisione di Miller di dimettersi, determinerà ora la chiusura del procedimento disciplinare che gli era stato aperto dal ”sindacato delle toghe”. Il collegio dei probiviri avrebbe dovuto proseguire l’esame del procedimento stesso il prossimo 19 dicembre. Il nome di Miller compare nelle carte dell’inchiesta sulla P3 e l’iniziativa disciplinare era legata proprio alle vicende emerse. Fatti di cui si è occupato anche il Csm, che a giugno ha archiviato il caso per l’impossibilità di procedere, trattandosi di un magistrato fuori ruolo: la partecipazione dell’ex capo degli 007 alla riunione a casa di Denis Verdini nella quale si concordò ”una condotta di illecita interferenza” nei confronti dei giudici costituzionali, che dovevano esprimersi sul Lodo Alfano; e i ”pareri preventivi” dati dall’allora capo degli Ispettori al presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni su un esposto finalizzato a ottenere un’ispezione a Milano a carico dei giudici che avevano escluso la sua lista dalle elezioni regionali del 2010.

Nella lettera, Miller tiene a precisare che con la documentazione prodotta il 22 novembre ha “adempiuto, pur valutando ingiusta” la procedura aperta a suo carico, “all’obbligo di informazione che ritenevo – spiega – per me incombente, fornendo elementi di fatto idonei a dimostrare la infondatezza delle contestazioni che mi sono state mosse. Orbene da tali documenti risulta con totale evidenza che per le vicende in contestazione io non sono mai stato indagato e che, sempre con riguardo alle stesse vicende, la Procura Generale della Cassazione ha escluso che le mie condotte abbiano avuto valenza disciplinare. Non saprei invero cosa altro aggiungere. Emerge altresì dai documenti prodotti – prosegue – il rilevante numero di pratiche trattate dall’Ispettorato nel periodo di mia dirigenza e, pur presentando molte di queste aspetti di particolare delicatezza e complessità, non vi è mai stata alcuna contestazione sulla correttezza della attività svolta dal mio ufficio”. “Pertanto, con rammarico – conclude Miller -, ho maturato la decisione di dimettermi dalla Anm”.

 

(Valentina Marsella)

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