Il Cdm approva il decreto “svuota carceri”

SEVERINO-PAOLA-SLIDERArresti domiciliari e custodia provvisoria negli uffici della polizia per evitare la cella. Nulla di fatto sul braccialetto elettronico

ROMA – È stato approvato dal Consiglio dei ministri il decreto legge presentato dalla titolare della Giustizia, Paola Severino, per affrontare l’emergenza del sovraffollamento nelle carceri. Il dl, che dovrebbe avere effetti immediati, presenta alcuni provvedimenti per diminuire il numero delle misure di custodia cautelare in carcere, ma per il momento accantona la questione dei braccialetti elettronici.

Le misure alternative alla prigione riguardano tutti coloro che devono subire un processo per direttissima o le migliaia di persone che escono pochi giorni dopo l’arresto, per andare ai domiciliari. Per evitare il passaggio attraverso il carcere di questi individui, il decreto propone di trattenerli nelle camere di sicurezza degli uffici di polizia o mandarli ai domiciliari, anziché in cella. Altri, inoltre, potranno lasciare il carcere e godere della “messa in prova”, finora riservata ai minorenni. Il cosiddetto problema delle “porte girevoli” riguarda, infatti, più di ventimila persone all’anno, che entrano ed escono dagli istituti penitenziari nell’arco di tre giorni, causando un lavoro oneroso agli uffici oltre che il sovraffollamento delle celle.

L’aumento dei domiciliari prevede che 3.300 detenuti, condannati per reati meno gravi e ai quali mancano ancora da scontare meno di diciotto mesi, potranno terminare la pena restante agli arresti domiciliari. Per i reati con una pena massima fino a 4 anni sarà possibile, a discrezione del giudice, applicare la condanna alla “reclusione detentiva ai domiciliari, nella propria abitazione o in altra privata dimora”, come ha precisato il ministro Severino.

Per il momento è stato rinviato l’utilizzo del braccialetto elettronico per la sorveglianza a distanza dei detenuti. La questione verrà comunque valutata successivamente dal governo, dopo un attento esame del rapporto costi – benefici.

Questi primi provvedimenti presi dal ministro Severino confermano la priorità delle problematiche relative alla giustizia per cui, più volte, anche il presidente Napolitano si è espresso in termini di apprensione: “la situazione carceraria troppo spesso appare distante dal dettato costituzionale sulla funzione rieducativa della pena e sul rispetto dei diritti e della dignità delle persone”.

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