La protesta delle dipendenti I.p.a. arriva in Campidoglio

protesta_comune_di_romaRischiano di essere licenziate entro al fine dell’anno. Il grido di aiuto in una lettera al sindaco Alemanno

Si sono presentate unite e combattive alla riunione dell’ Assemblea capitolina, ieri in Campidoglio, le venti dipendenti dell’Associazione odontostomatologica sociale che, in convenzione con l’Istituto di previdenza del Comune (I.p.a.), assiste e cura da anni i dipendenti comunali. Hanno voluto manifestare il loro dissenso perché entro la fine del mese saranno costrette, con molta probabilità, a dire addio al loro posto di lavoro. Tra loro,  mamme,  donne con alle spalle più di venti anni di servizio, straniere, igieniste, segretarie e assistenti alla poltrona.

Il loro calvario è iniziato lo scorso settembre, quando hanno ricevuto una lettera di licenziamento, che sarebbe dovuto avvenire tre mesi dopo. Pur avendo, infatti, un rapporto a tempo indeterminato, da circa mille euro al mese, verranno licenziate perché il contratto prevede il decadimento dello stesso se la gara d’appalto, indetta ogni tre anni dal Comune, viene assegnata ad un’associazione diversa dall’I.P.A., che per il 98 per cento è privata, mentre la restante parte appartiene al Comune. L’ ultima procedura di rinnovo della convenzione, tramite un appalto al ribasso, il cui bando è scaduto proprio alla vigilia dell’assemblea capitolina,  è stata lanciata qualche mese fa e, secondo le dipendenti, “è di tutta evidenza che chiunque vincesse tale gara, qualora fosse un nuovo soggetto, causerebbe la fine del nostro rapporto di lavoro- come si legge nella lettera inviata al sindaco Gianni Alemanno- senza che ciò garantisca un servizio della stessa qualità”.  Anche perché, affermano, i dipendenti comunali, che sono i maggiori azionisti, pagando la quota di iscrizione sottraendola dai loro stipendi, e che hanno sempre dimostrato di apprezzare le prestazioni del centro,  non ne sono a conoscenza.

“Il nostro obiettivo non è di far annullare l’appalto- ha affermato Rosita- ma chiediamo che venga assorbito il personale interno, senza mandare per strada le nostre famiglie. Pertanto, se subentrerà una nuova associazione dovrà assumerci”. Più decisa Mirella, da venti anni lavoratrice a servizio dell’Associazione: “Siamo disposte ad incatenarci per difendere il nostro lavoro, perché è un nostro diritto”. Annamaria invece si chiede perché i consiglieri dell’I.p.a. , che sono sindacalisti, non riescono a tutelare i loro diritti non solo in quanto lavoratori ma anche e soprattutto in quanto donne.

Una prima vittoria, però,  l’hanno ottenuta: la giunta, con 44 voti favorevoli su 44 votanti, ha espresso parere positivo alla presentazione del caso delle dipendenti dell’Associazione odontostomologica al sindaco come ordine del giorno. Probabilmente, giovedì prossimo ci sarà un confronto tra il primo cittadino e il presidente dell’I.p.a., l’onorevole Massimo Nardi, per trovare un accordo prima delle feste di Natale.

 

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