16:41 | Sbarcano al Cafè de Paris prodotti calabresi ‘antimafia’

Il potere dei segni contro il potere dei segni mafiosi: nel Cafè de Paris di Roma, un simbolo storico, proprio dove una volta si beveva il caffè della ‘ndrina entrano i prodotti di ‘Libera Terra’, frutto del lavoro dei giovani delle cooperative che gestiscono i terreni confiscati ai mafiosi.

Con l’anno nuovo chi andrà a prendere il caffè in via Veneto troverà il segno della voglia di ribellarsi al potere mafioso. Nel bar storico, confiscato alla ‘ndrangheta, arriveranno, infatti, l’olio calabrese coltivato sui terreni confiscati alla ‘ndrangheta nella Piana di Gioia Tauro, il vino ‘Centopassi’ di Corleone, i paccheri di don Peppe Diana del casertano, pomodorini, patè di carciofi, tarallini e friselline provenienti dai terreni tolti alla Sacra Corona Unita.

L’iniziativa è stata presentata stamattina presso i locali del Cafè de Paris di via Veneto dal presidente di Libera, don Luigi Ciotti, dal prefetto Giacomo Barbato dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni confiscati, dal prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro, dagli amministratori giudiziari del Cafe de Paris, Antonino Dattola e Maurizio Occhiuto.

Il Cafè de Paris di via Veneto a Roma, il caffè della Dolce Vita, che tra i suoi tavolini ha ospitato Federico Fellini, Frank Sinatra e Domenico Modugno, tornò alla ribalta con un’inchiesta che portò il 22 luglio del 2009 al sequestro del locale da parte dei carabinieri del Ros e dalla Guardia di Finanza perché risultato nella disponibilità della cosca Alvaro della ‘ndrangheta, e successivamente sequestrato e confiscato in primo grado, oggi in amministrazione giudiziaria.

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