Allarme sfratti, l’Unione Inquilini scende in piazza

logo_casaCentinaia di manifestanti in corteo davanti al ministero dei Lavori pubblici per difendere il diritto alla casa

ROMA – Centinaia di cittadini si sono riuniti poche ore a fa a Roma davanti al Ministero dei Lavori Pubblici e della Infrastrutture a Porta Pia per partecipare alla manifestazione indetta dagli attivisti dell’ “Associazione inquilini e assegnatari” (AS.I.A).  Alcuni di loro si sono incatenati dinnanzi all’ingresso dello stabile. I dimostranti  chiedono una moratoria degli sfratti per morosità e per finita locazione, il blocco nell’aumento degli affitti e nel pagamento degli interessi nei mutui per chi va in sofferenza nei canoni e nelle rate, un blocco delle dismissioni speculative portate avanti dagli Enti previdenziali privatizzati, dai Fondi immobiliari, pensione e da quelli assicurativi.

L’associazione fa sapere che gli impegni sono stati assunti, a termine della giornata di protesta: la calendarizzazione al prossimo C.d.M. della proroga degli sfratti, quelli per finita locazione e per le categorie protette; la convocazione per gennaio 2012 dell’Osservatorio della casa, anche alla presenza degli altri ministeri, per affrontare le questioni poste dall’ ASIA-USB; di sottoporre al Ministro la richiesta avanzata dalla delegazione di fissare un incontro a breve.

Nei giorni scorsi l’AS.I.A. aveva inviato al ministro per lo Sviluppo economico Corrado Passera, al ministro del Welfare Elsa Fornero e al Presidente del Consiglio Mario Monti una lettera in cui si richiede la convocazione di un tavolo interministeriale per mettere a punto nuove strategie d’intervento pubblico a tutela del diritto alla casa. L’obiettivo è chiedere, inoltre,  la proroga all’esecuzione degli sfratti a oggi fissata per il 31 dicembre prossimo. Proroga questa che adesso riguarda famiglie con solo sfratto per finita locazione e un reddito inferiore a 27 mila euro lordi, con a carico un anziano ultra settantenne e un minore o portatore grave di handicap.

“Solo con nuove risorse e uno stimolo governativo diverso –ha dichiarato Angelo Fascetti, esponente dell’AS.I.A – gli enti locali e gli ex IACP possono svolgere la funzione che loro compete, verso politiche abitative popolari e sociali da troppo tempo assenti”.
Secondo Fascetti, tra dismissioni, morosità e insolvenze sono centinaia di migliaia i nuclei familiari che rischiano di perdere l’abitazione in cui vivono.  A questi vanno aggiunti coloro che una casa non se la possono permettere o rischiano di perderla, per colpa di affitti esorbitanti, mutui inaccessibili e accesso al credito impossibile. Con i bonus casa e le tutele per le categorie protette, accusa il sindacato, si era messa una toppa che oggi si sta strappando. “Questo governo- conclude il sindacalista- si è preoccupato di reinserire la gabella sulla prima casa cambiandogli nome da ICI a IMU, ma si è dimenticato di chi va difeso nel suo diritto primario: quello alla casa”.

L’emergenza è nazionale, ma i dati della Capitale sono particolarmente significativi. Nella sola città di Roma, infatti,  ogni anno si eseguono 2500 sfratti con forza pubblica, quasi 10 al giorno e tutti per morosità. Attualmente, ci sono circa 150 case per 35mila persone, ma sono circa 1000 ogni anno gli alloggi che si liberano nelle oltre 80 mila case popolari (Ater e Comune) e quasi tutte vanno nel mercato nero.

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