Rimozione tavolini: è guerra aperta in centro storico

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Confronto sul tema delle strutture abusive: nulla di fatto e il sindaco del I Municipio lascia

ROMA – Rimozione dei tavolini, dehors e caloriferi pianificata dal Municipio I nelle vie del Centro storico. Questo uno dei punti all’ordine del giorno della riunione tenutasi ieri mattina nella sede dell’Assessorato alle Attività produttive di via dei Cerchi, convocata dall’assessore Davide Bordoni. Hanno partecipato i vigili urbani, i rappresentanti del I Municipio e le associazioni di categoria.

“Nel corso del tavolo di confronto- spiega Bordoni- è emersa la necessità di chiarire alcuni aspetti relativi agli arredi urbani inerenti le occupazioni di suolo pubblico nel centro storico. Abbiamo chiesto all’Avvocatura capitolina di esprimersi in merito alla valenza del parere della Sovraintendenza statale ai fini del rilascio delle occupazioni di suolo pubblico (OSP)”.  L’Assessore capitolino si augura di risolvere la questione confrontandosi con le altre istituzioni e trovando una soluzione che possa tutelare il decoro cittadino e, nello stesso tempo, garantire il lavoro di una categoria che rappresenta un segmento importante dell’economia capitolina. “Per questo dal punto di vista operativo – prosegue Bordoni – in attesa di comprendere la valenza dei pareri di competenza, abbiamo chiesto alla Polizia locale di Roma Capitale di dare precedenza alle rimozioni delle occupazioni di suolo pubblico ritenute completamente abusive. Da parte loro, le associazioni di categoria si sono impegnate a far rispettare le regole ai propri iscritti”.

Il confronto arriva dopo la protesta dei titolari di bar e ristoranti, che lo scorso 16 dicembre avevano lasciato spente le luci dei loro esercizi, contro il sequestro dai parte dei vigili urbani del I Municipio di stufe, tende e tavolini considerati fuori norma. Al centro della “protesta” è l’interpretazione della legge 119 che regola i pubblici esercizi: in questo caso in particolare per le stufe, i così detti «funghi» e i tendoni di plastica che hanno ormai invaso il centro storico: «Strutture wind stop che si vedono in tutte le città europee – aggiunge Nazzareno Sacchi e che sono previste nella normativa, ma per le quali il I municipio non ha mai rilasciato concessioni: così, per sopravvivenza aziendale, molti ovviano con questi teli di plastica che tutelano un poco dal freddo dell’esterno.

Oggi sono arrivate anche le dimissioni del mini-sindaco Corsetti, che si è detto infuriato perchè le strutture rimosse sono tornate quasi subito a deturpare lo spazio storico. Dopo aver chiesto un nuovo intervento di rimozione e aver emanato una specifica direttiva che prevede la chiusura per tre giorni delle attività interessate, Corsetti ha dovuto constatare che “la direttiva è rimasta disattesa a causa del mancato supporto organizzativo e tecnico destinato a repristinare la legalità nella storica piazza”. Pertanto, “di fronte a questo grave atto di ostruzionismo che mi impedisce di garantire il rispetto delle norme, la sicurezza e il decoro di questo territorio, mi vedo costretto a rassegnare le mie dimissioni”, ha concluso il sindaco.

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