Saldi, nel Lazio anticipati al 5 gennaio 2012

saldiLa richiesta passerà ora in Consiglio per l’esame. Codacons: “Era meglio anticiparli a dicembre”

ROMA – Anticipare i saldi invernali nel Lazio dal 6 al 5 gennaio 2012. Lo ha deciso stamane la Commissione Pmi, commercio e artigianato del Consiglio regionale del Lazio, votando all’unanimità dei presenti un emendamento alla legge finanziaria per il 2012 proposto dall’assessore alle Attività produttive Pietro Di Paolo.

La parola ora passa al Consiglio regionale che da oggi inizierà l’esame della legge. Se l’articolo aggiuntivo verrà accolto sarà modificato l’articolo 48 della legge n.33 del 1999 sul commercio, dando il via libera al cambio di data.

La richiesta di anticipo era stata avanzata dalle maggiori associazioni dei commercianti e Di Paolo ha spiegato di aver ritenuto opportuno avere un confronto preliminare con la Commissione prima di presentare l’emendamento, per verificare se vi fosse unanime consenso da parte di tutte le forze politiche. Hanno partecipato alla seduta e votato a favore della modifica, oltre al presidente della Commissione Saponaro, i consiglieri Gina Cetrone (Pdl), Mario Mei (Api), Pino Palmieri e Luigi Abate (Lista Polverini).

“La partenza dei saldi invernali al termine delle festività natalizie rappresenta un errore fatale che provocherà un enorme danno al settore del commercio, ai negozianti e ai consumatori”. Lo sostiene Carlo Rienzi, presidente del Codacons, secondo il quale “far partire i saldi il 5 gennaio è una follia. I soldi delle famiglie italiane  – afferma Rienzi – sono stati già spesi per le feste di Natale, per i regali, e per festeggiare il Capodanno, e poco e nulla resterà per gli acquisti durante i saldi. Il pessimo andamento delle vendite in questo periodo natalizio, poi, dimostra che avevamo ragione noi: gli sconti di fine stagione andavano anticipati a dicembre, per sostenere il commercio e consentire risparmi ai cittadini”.

“La previsione per i prossimi saldi non può che essere negativa, complice anche la crisi economica che attanaglia il nostro paese e la scarsa fiducia dei consumatori – conclude Rienzi – Prevediamo un generalizzato calo delle vendite, che potrà raggiungere picchi del -30% nelle grandi città come Roma o Milano”.

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