Sciopero del pubblico impiego contro una manovra ‘iniqua’

Protesta_MontecitorioProteste in tutta Italia dei dipendenti pubblici di sanità, poste ed energia e sit-in a Montecitorio

ROMA – Da questa mattina è in corso un sit-in a piazza Montecitorio. In prima fila a protestare contro la manovra economica giudicata ‘iniqua’, Cgil, Cisl e Uil, accanto ai lavoratori del pubblico impiego.

Nella piazza davanti al Parlamento, piena di bandiere, striscioni con su scritto “Chi paga la manovra? I soliti noti”, centinaia di lavoratori del comparto pubblico, compresi alcuni lavoratori della sanità del Lazio, come il San Carlo-Idi e Cristo Re. La protesta rientra nello sciopero nazionale dei lavoratori dei servizi pubblici e della scuola, indetto unitariamente da Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Uil-Pa, per l’intera giornata. Da nord al sud del Paese sono in corso presidi e manifestazioni per chiedere “un cambio radicale della manovra nel segno dell’equità”.

“La manovra deve cambiare disegno – afferma il segretario della Fp Cgil del Lazio Lorenzo Mazzoli – perché continua a chiedere sacrifici a chi ha già dato tanto in questi anni e in molti casi non è più in grado di dare”. “Scioperiamo non solo per le pensioni e per il contratto nazionale – fa eco il segretario generale della Fp Cgil Rossana Dettori – ma affinché i servizi pubblici non vengano smantellati, perché i servizi pubblici non sono differenti dai lavoratori”. Tra i manifestanti anche il senatore del Pd Ignazio Marino giunto in piazza in camice bianco.

”Fin quando chi sta all’interno dei palazzi non capisce che questa manovra rende più poveri i cittadini italiani non possiamo non continuare con le nostre mobilitazioni”. Lo ha dichiarato il segretario generale dell’Ugl, Giovanni Centrella, a margine dell’intervento al presidio dei sindacati davanti a Montecitorio. ”Credo che anche i cittadini devono far capire alla politica che non possono pagare solo i lavoratori”, ha concluso Centrella.

A incrociare le braccia per otto ore, saranno tutti gli statali così come i docenti e il personale universitario, mentre i dipendenti scolastici resteranno fermi un’ora. Tre le ore di fermo per i dipendenti delle Poste. I medici invece mancheranno per l’intero turno (fatte salve le emergenze).

Saranno dunque a rischio visite specialistiche, esami diagnostici e interventi chirurgici non urgenti, mentre saranno garantite le attività di pronto soccorso, 118 e gli interventi urgenti.

“L’esito di questa manovra sarà quello di avere medici sempre più anziani e turni di lavoro notturni sempre più massacranti, senza prospettive per migliaia di giovani e precari – dice Massimo Cozza, segretario Fp Medici della Cgil – Così si strangola il servizio sanitario nazionale. Un terzo dei medici del servizio sanitario nazionale ha già tra i 55 e i 65 anni, solo un medico su dieci ha tra i 40 e i 50 anni”.

Sono pochi invece i disagi dovuti allo sciopero al policlinico Umberto I di Roma. A metà mattinata i reparti sono aperti e le prestazioni al pubblico vengono erogate regolarmente.

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