Fondi, condanne per mafia: tra di loro anche assessori

comune-di-fondiConcluso il processo di primo grado, che fa seguito all’operazione dell’Antimafia di Roma “Damasco 2”

ROMA – 23 condanne e 10 assoluzioni, per un totale di 110 anni di reclusione. E’ questo il verdetto del Tribunale di Latina nel processo che fa seguito all’operazione dell’antimafia di Roma denominata “Damasco 2”, che investì nel luglio del 2009 il sud pontino, in particolare il comune di Fondi. Si è concluso così, dopo 7 ore di camera di consiglio, il procedimento di primo grado, che nel 2009 portò all’arresto di 40 persone, provocando un terremoto all’interno dell’amministrazione comunale. Tra i condannati, funzionari pubblici e assessori, come Riccardo Izzi, accusato di  concorso esterno in associazione mafiosa.

Tutto è cominciato due anni fa, quando la dda di Roma ha portato alla luce un vasto sistema di appalti e favori, che condizionavano l’attività del mercato ortofrutticolo di Fondi, uno dei più grandi d’Europa, e pilotava gli appalti pubblici al Comune pontino nei settori delle pulizie, della sanità, del commercio e delle pompe funebri. Al vertice dell’organizzazione i fratelli Carmelo e Venanzio Tripodo, calabresi d’origine e fondani d’adozione, e l’imprenditore Aldo Trani. A seguire, una fitta rete di personaggi assoldati dalla famiglia, appoggi politici e compiacenze nell’amministrazione comunale. Proprio ai due fratelli sono toccate le condanne più pesanti: 15 anni ad entrambi, mentre una pena più mite, 13 anni di reclusione, è stata inflitta al loro socio, Aldo Trani. Il giro aveva bisogno però di un solido referente nelle istituzioni, che il gruppo trovò nella persona di Riccardo Izzi, imprenditore locale e militante di Forza Italia, che nel 2008 arrivò a ricoprire l’incarico di assessore ai lavori pubblici, favorendo la famiglia Tripodo in una lunga serie di appalti pubblici del Comune. A lui sono stati inflitti 6 anni di reclusione e l’ interdizione dai pubblici uffici.  E’ 416 bis anche per Vincenzo Bianchò, Alessio Ferri e Antonio Schiappa ( sette anni ai primi due e 5 per Schiappa), mentre sei anni sono stati stabiliti per Franco Peppe. Concorso esterno e 7 anni di carcere per Antonino D’Errigo, associazione esterna per Igor Catalano, condannato a 5 anni. E’ stato riconosciuto il risarcimento alla parti civili costituite: la Regione Lazio, l’esponente del Pd Bruno Fiore (vittima di intimidazioni) e Vincenzo Trani.

La sentenza di primo grado del processo conferma le accuse di infiltrazione nell’ente pubblico che nel 2008 l’allora prefetto Bruno Frattasi denunciò con una commissione d’accesso che propose lo scioglimento del Comune. Una ipotesi accolta dal ministro dell’Interno Maroni, ma osteggiata da una parte del consiglio dei ministri. Vicenda che diede scandalo anche per l’epilogo tutto politico conosciuto nell’ottobre del 2009, con le dimissioni in blocco della maggioranza di centrodestra che è potuta tornare al governo con le successive elezioni, seppur con un sindaco diverso. Di fatto, Fondi non ha conosciuto lo scioglimento per le infiltrazioni mafiose condannate invece dal tribunale del capoluogo.

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