Qualche lacrima e poco sangue nel bilancio della Regione

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La manovra di fine anno vale circa un miliardo e settecento milioni di euro, tra tagli alla spesa e nuove entrate

ROMA – E’ in pieno svolgimento alla Pisana la sessione di bilancio che dovrebbe portare all’approvazione del bilancio di previsione 201, della legge finanziaria e degli altri documenti della contabilità regionale. Contestualmente il presidente del Comitato regionale di controllo contabile, Carlo Umberto Ponzo (Pd), ha presentato il consuntivo dell’esercizio 2010 corredato dalla relazione dell’organismo consiliare preposto ai controlli, il Corecoco. Le cifre sono inquietanti: “Dal 2009 al 2010 il disavanzo della Regione è cresciuto notevolmente, passando da 1,46 miliardi di euro a 3,39 miliardi. Tale peggioramento rischia di essere strutturale in ragione del peggioramento delle entrate accertate, meno 3,77 per cento tra il 2009 e il 2010, e di un incremento, seppur minimo, della spesa di competenza, più 0,34 per cento, generando un saldo passivo totale del 4,11 per cento, pari ad una differenza negativa di 4,07miliardi”.

Passando invece alle prospettive, l’assessore regionale al Bilancio, Stefano Cetica, ha voluto subito ricordare la pesante zavorra finanziaria ereditata all’atto dell’insediamento. “Abbiamo trovato una massa imponente di debiti finanziari: 11,8 miliardi per i quali il Lazio paga alle banche circa 3 milioni al giorno, tra rimborso del capitale e interessi; abbiamo trovato 5 miliardi di mandati emessi e non pagati e tutta l’anticipazione di cassa interamente utilizzata. A questo si devono aggiungere quasi 6 miliardi di disavanzo e 4 miliardi di perenzione, impegni cioè che presentano una anzianità di oltre due anni che verranno reiscritti in bilancio ed un extra debito di 1,6 miliardi, che portava a 3 miliardi il buco della sanità”.

La manovra di fine anno vale circa un miliardo e settecento milioni di euro, tra tagli alla spesa e nuove entrate. “Sul versante della spesa – ha spiegato Cetica – abbiamo analizzato ogni singola voce facendo scelte di razionalizzazione o di taglio. Il risultato ci ha portato 1,4 miliardi di economie. Sul fronte delle entrate, la Regione conta su maggiori entrate provenienti dalla lotta all’evasione (80 milioni), dall’evasione sui ticket (60 milioni), dall’introduzione di una nuova imposta regionale sulla benzina per autotrazione (40 milioni) e dall’aumento del bollo auto (60 milini)”. E’ stato inoltre ricordato il programma di dismissione del patrimonio della Regione, valutato in circa un miliardo e mezzo di euro.

L’Assessore non si è potuto poi sottrarre, dopo le polemiche di questi giorni, alla questione delle indennità e dei vitalizi di consiglieri e assessori. La finanziaria “contempla – ha spiegato Cetica – la cessazione, a partire dalla prossima legislatura, dell’assegno vitalizio spettante ai consiglieri regionali; l’avvio del percorso legislativo per far sì che lo stesso sia corrisposto a partire dal sessantesimo anno di età e non più dal cinquantacinquesimo; il congelamento immediato dell’adeguamento delle retribuzioni dei consiglieri e degli assessori all’indice Istat; l’equiparazione degli assessori ‘esterni’ ai consiglieri; la possibilità, da parte dei beneficiari, di rinunciare ai vitalizi, entro trenta giorni dall’approvazione di questa proposta, in modo irrevocabile”.

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