Un gioco (finanziario) poco corretto della Germania

sede_BundesbankLa Bundesbank interviene nell’asta dei bund per mantenere basso il tasso di interesse. Una pratica vietata dalla Bce

ROMA – E’ troppo facile: se uno (il titolo di Stato tedesco) è tenuto artificiosamente bloccato dalla Banca centrale e l’altro (il titolo di Stato italiano) fluttua liberamente nel mercato, è ovvio che il differenziale tra i due tassi di interesse (il famigerato spread) potrà aumentare secondo gli umori o le manovre della speculazione.

E’ quanto accaduto in una delle ultime aste di bund tedeschi. Erano stati infatti posti all’incanto 6 miliardi di titoli al tasso di rendimento dell’1,98 per cento. Un interesse, si vede, troppo basso per gli investitori che ne hanno comprato per soli 3,8 miliardi.

E gli altri 2,2 miliardi di titoli inoptati? Anziché far continuare l’asta con il prevedibile rialzo dei tassi, la Bundesbank è entrata nella licitazione come prestatore di ultima istanza e, come si dice al casinò, ha chiamato il piatto e ha comprato tutto il resto del quantitativo, bloccando di fatto il tasso di interesse. Quel giorno, sia detto per inciso, lo spread delle nostre obbligazioni sovrane fece un bel salto in avanti.

Ora, fa notare la deputata del Pdl Elvira Savino, “questa operazione contrasta con quanto stabilito dallo statuto e dal regolamento della Bce secondo cui le banche centrali non possono partecipare  alla aste primarie di collocamento come prestatori di ultima istanza per mantenere basso il rendimento dei titoli di Stato”, che invece è stabilito dagli operatori finanziari che impongono attraverso libere contrattazioni la quota di interesse a cui risulta conveniente acquistare quei titoli.

La Banca d’Italia invece all’ultima asta del Btp decennali, attenendosi al regolamento della Bce, non è potuta intervenire e si è registrato un rialzo del tasso di interesse dei titoli superiore al 6 per cento, con un conseguente onere di svariati miliardi di euro per il nostro Stato.

La parlamentare pugliese chiede quindi prima di tutto di accertare i fatti e, in caso di conferma, di “intervenire in sede europea  affinchè non sia consentito alla Germania, che tutti i giorni dà lezioni all’Italia, di contravvenire alle regole che lei stessa impone con forza agli altri stati dell’Unione”.

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