Fotovoltaico, dal decreto agli incentivi c’è di mezzo il mare

Pannelli_fotovoltaici_sliderIncentivi all’energia elettrica da fonte solare. I ritardi del Gse nel riconoscimento delle tariffe incentivanti

ROMA – Dopo le turbolenze della fine dello scorso anno, quando praticamente venne disdettato il vecchio piano di incentivazione della produzione di energia elettrica da fonte solare mediante impianti fotovoltaici, questo capodanno non dovrebbe riservare sorprese al quarto “conto energia” varato nel maggio scorso.

Le nuove procedure prevedono infatti che le richieste di incentivi, con tutta la documentazione relativa, devono essere presentate al Gse (il Gestore dei servizi energetici) esclusivamente attraverso il sistema informatico appositamente predisposto. Ma si prescrive anche che il Gse assicuri al richiedente entro 120 giorni dalla data di ricevimento della richiesta, al netto dei tempi non imputabili al Gestore, il riconoscimento delle tariffe incentivanti.

Questo sulla carta, ma in pratica – denuncia il deputato del Pd Marco Fedi – si riscontrano “notevolissimi ritardi da parte del Gestore dei servizi energetici nel riconoscimento delle tariffe incentivanti, con serie ripercussioni economiche ai soggetti richiedenti che hanno anticipato i costi di installazione anche attraverso mutui bancari”.

In effetti Romacapitale.net ha ricostruito l’intero percorso autorizzativo arrivando alle medesime conclusioni. I tempi infatti sono lunghissimi e comportano diverse fasi: prima si deve attendere l’Enel che, dopo il “fine lavori” venga ad allacciare l’impianto alla rete elettrica (condizione essenziale per accedere alle tariffe del GSE). Qui si cominciano a registrare grandi ritardi imputabili alla scarsa organizzazione dell’Enel, che peraltro opera sullo stesso mercato (in pieno conflitto di interessi) con Enel Si (società di Enel Green Power).

Una volta allacciato l’impianto e comunicato al GSE, si attende un tempo indefinito prima che il GSE stesso, visionata la documentazione, comunichi il diritto all’incentivazione attraverso l’invio di una copia della Convenzione con il riconoscimento della tariffa. Questa deve essere restituita al GSE firmata dal proprietario dell’impianto che, a sua volta, deve attendere la restituzione della stessa firmata dal GSE. A questo punto inizia l’attesa cui fa riferimento il deputato: tutto è regolare ma non sono ancora arrivati i soldi. Può passare anche un anno!

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