L’assemblea capitolina trasforma il Macro in Fondazione

macro-sliderL’ex assessore Croppi: “Avrebbe dovuto godere di maggiore autonomia finanziaria e amministrativa”

ROMA – Il Macro, il museo di arte contemporanea di Roma, è stato trasformato in fondazione. A dare la notizia della decisione, votata questa mattina dall’assemblea capitolina, è stato l’assessore alle Politiche Culturali e Centro Storico, Dino Gasperini. “E’ stato fatto un passo determinante- continua Gasperini- per dare nuova vita al Macro. Avevamo promesso di approvare oggi la delibera e sono soddisfatto di avere mantenuto gli impegni assunti”.

Delusione, invece, per l’ex assessore alla cultura della Capitale Umberto Croppi che a Romacapitale.net ha dichiarato: “E’stato vanificato il lavoro di un anno e mezzo, perché la decisione finale è andata in una direzione diversa rispetto a quanto previsto. La fondazione agirà, infatti, solo per la parte artistica e per la gestione dei contenuti, mentre a livello strutturale ed economico la gestione sarà affidata alla società in house del Comune di Roma Zetema. La Fondazione avrebbe dovuto godere di maggiore autonomia finanziaria e amministrativa, cioè si sarebbe dovuta occupare degli spazi e degli aspetti economici della gestione per essere da appeal per gli investimenti privati”.

A sei mesi dalle dimissioni di Luca Massimo Barbero e dall’insediamento del nuovo direttore Bartolomeo Pietromarchi, il Macro si reinventa. Nelle intenzioni di Pietromarchi, il museo manterrà le due sedi, in via Nizza e a Testaccio, ma cambierà identità: non più solo contenitore di mostre, ma centro nevralgico per la creazione contemporanea, capace di produrre opere d’arte e momenti di incontro con il pubblico, con workshop, conferenze e contenuti redazionali online e onpaper.

Potrebbero interessarti anche