Roma Capitale, città davvero più sicura?

Oggi la firma del nuovo patto di sicurezza. Stanziati più di 2mln. Molti i buoni propositi, molte le perplessità sulla riuscita

Oggi a Palazzo Valentini verrà firmato il terzo “Patto Roma Sicura” che, a distanza di tre anni e mezzo dal precedente, rinnova i buoni propositi per incrementare l’impegno in materia di sicurezza. In un contesto storico come quello attuale, in cui si contano ben 36 morti ammazzati dall’inizio dell’anno e un drastico aumento dei sequestri, del traffico di droga e degli investimenti negli immobili riconducibili ai clan, la firma di un ennesimo Patto per la Sicurezza fatica a suscitare grossa fiducia nei cittadini, che vivono con sempre maggiore sgomento l’impotenza di fronte a questo crescendo di violenza.
Il documento, che verrà firmato oggi dal prefetto Pecoraro, il sindaco Alemanno, la governatrice Polverini e il presidente Zingaretti, ha “l’obiettivo di creare un’integrazione tra le varie forze di polizia; sul versante della criminalità organizzata la sfida compete principalmente allo Stato, mentre la Polizia municipale deve intervenire sul versante del degrado e contrastare eventuali tendenze all’illegalità che possono presentarsi nei vari quartieri”, come ha precisato il primo cittadino della capitale.
Quattro sono i punti principali del documento che verrà siglato nel pomeriggio alla presenza del Ministro degli Interni, Annamaria Cancellieri:
Revisione dei presìdi delle forze dell’ordine. Unitamente al potenziamento di alcuni presidi già esistenti, avverrà l’apertura di nuovi commissariati e stazioni dell’Arma nelle zone periferiche più a rischio. Tra esse, Castelverde, Tor Bella Monaca e Infernetto. Per il litorale romano verrà attuato uno specifico piano di vigilanza, per salvaguardare gli spazi pubblici vicino agli stabilimenti e gli arenili.
Prevenzione e contrasto della criminalità organizzata. Verrà istituito un Osservatorio sulle compravendite delle società, che si unirà al monitoraggio delle imprese nei settori ritenuti più appetibili dalla criminalità organizzata (attività commerciali, ristorazione, abbigliamento e concessionarie di auto).
Controllo del territorio. Verrà potenziata la sicurezza urbana e riqualificate le aree liberate da insediamenti abusivi e i territori extraurbani degradati.
Mappatura del rischio. Tramite la segnalazione dei fenomeni di criminalità, disordine urbano ed episodi di inciviltà in ogni municipio, verrà creata una mappa utile a capire dove e come opera la piccola e grande criminalità a Roma. Tutte le informazioni confluiranno in un unico database, realizzato dal Campidoglio, che consentirà al prefetto di focalizzare le criticità sul territorio e orientare l’attività delle forze dell’ordine.
A livello economico, la Regione Lazio stanzierà un milione di euro, così come Roma Capitale, mentre la Provincia si impegnerà con 400mila euro.
Poco sembra cambiato, se si riesaminano i capisaldi del patto precedente, firmato nel luglio 2008. Anche in quel documento si leggeva l’intenzione di sviluppare un’attività di elaborazione e analisi delle criticità specifiche di ogni municipio attraverso una rete civica informatica, nonché la rimodulazione dell’organizzazione territoriale dei presidi di polizia.
Di fronte agli episodi di criminalità e violenza perpetrati nel corso degli ultimi anni, è lecito domandarsi quanto riscontro effettivo abbiano queste iniziative e quanto i cittadini possano percepire l’aumento di una reale sicurezza.
La prima verifica del Patto è fissata per il 28 febbraio 2012. Chi vivrà, vedrà.

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