Calcioscommesse, anche la Seria A nelle bufera

pallone_sgonfioSentito un supertestimone: i 3/4 delle partite sono truccate. Coinvolti giocatori, arbitri e dirigenti

ROMA – Circa i tre quarti delle partite di serie A sarebbero truccate. E’ questa la nuova svolta dell’inchiesta sul Calcioscommesse portata avanti dalla Procura di Cremona, nell’ambito della quale sono già state arrestate diciassette persone, tra cui dirigenti e calciatori, come l’ex capitano dell’Atalanta Cristiano Doni. Oggi, intanto, verrà ascoltato dai magistrati Carlo Gervasoni, ex difensore del Piacenza, considerato uno degli imputati- chiave, insieme al “pentito” Vittorio Micolucci, in forza all’Ascoli fino all’agosto scorso, quando subì una squalifica di 14 mesi dai campi di calcio proprio in seguito alle ultime vicende dell’inchiesta “Last bet”.

Le ultime indiscrezioni sullo scandalo arrivano da un rapporto della Mobile di Bologna di ottobre, in cui è riassunto il racconto di una “fonte confidenziale di assoluta affidabilità, particolarmente addentrata nel mondo delle scommesse sportive lecite e del gioco d’ azzardo”. Una testimonianza shock che ipotizza un meccanismo inedito e allarga lo scandalo ai big del calcio. Lo chiamano “fonte Alfa” il supertestimone, il quale ha però escluso che esista una sorta di organizzazione criminale strutturata e verticistica, in grado di controllare questo insano fenomeno che, al contrario, sarebbe frutto di singoli accordi presi in maniera autonoma da singoli soggetti. Si tratterebbe di accordi tra alcuni giocatori di squadre avversarie per “aggiustare” i risultati delle partite, che però non offrono garanzie assolute circa l’esito degli incontri, poiché intervengono tutta una serie di altre variabili imponderabili. La situazione cambia con l’avvicinarsi della fine del campionato: “A questo punto entrano in gioco le società, i cui dirigenti concordano gli esiti delle partite – dichiara la fonte -. Il risultato dell’ incontro è praticamente sempre quello concordato, fatto che induce a ritenere che le società riescano in qualche modo a pilotare il comportamento dei propri giocatori e della terna arbitrale”. Il racconto dell’uomo è lungo e dettagliato, pieno di riferimenti, circostanze e nomi. Tra questi compare soprattutto quello di Guido Treves, piazzista professionista di scommesse anche per conto della camorra in possesso di “informazioni particolarmente interessanti”. “In questo sistema – riporta ancora il verbale – ci sono soggetti che hanno stretti rapporti con le società o con singoli giocatori, i quali riescono a sapere con congruo anticipo quando il risultato di una partita risulta manipolato e dunque sono in grado di effettuare scommesse anche importanti in termini economici su tali eventi”. L’uomo avrebbe anche fatto riferimento ad una organizzazione slava molto potente, in grado di alterare competizioni di alto livello, come la Champions League e l’ Europa League.

Dalle carte dei magistrati di Cremona, già questa mattina, erano emersi i nomi di importanti giocatori del Campionato maggiore: da Rino Gattuso, centrocampista del Milan e della Nazionale italiana, agli interisti Snejder e Stankovic. A tirare in ballo il calciatore rossonero sarebbe stato il pentito tedesco Marjio Cvrtak, dopo che già un suo connazionale aveva parlato di un legame con il fratello di Gattuso. Ha affermato Cvartak: “Io non conosco nessun giocatore italiano che è coinvolto in partite manipolate. Io so soltanto che lo zio di Gattuso ha un ristorante nelle vicinanze del campo del Milan a Milanello, dove ho mangiato più volte… L’allora autista del pullman del Milan mi ha portato lì…Io lì non ho scommesso. Non ho sentito che lì si scommetteva. In questo ristorante sono stato l’ultima volta nel 2008 circa, in occasione della partita Milan- Bayern”. In realtà dagli accertamenti svolti non risulterebbe un ristorante di proprietà dello zio di Ringhio nei pressi di Milanello, ma la circostanza che entrambi  parlano di qualcuno dell’entourage del centrocampista, non viene tralasciata. I due nerazzurri invece vengono citati da Zoltan Kenesei, un ex giocatore ungherese arrestato dalle autorità del suo paese per aver combinato diverse partite in contatto con il singaporiano Eng Tan Seet, e Matyas Lazar, uomo spesso in Italia per affari non meglio precisati.

Intanto, il presidente del Coni, Gianni Petrucci, chiede l’intervento dell’Interpol nel fenomeno delle scommesse illecite. “E’ chiaro che adesso serve l’Interpol, che bisogna intervenire a livello internazionale. Noi siamo piccoli, non abbiamo i sistemi investigativi che hanno questi grandi corpi. Per cui, attraverso l’organizzazione internazionale, anche attraverso le forze di polizia e tutta quella tecnologia che serve, speriamo di scongiurare questi fenomeni”.

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