Calcioscommesse, è il giorno dell’interrogatorio di Doni

Cristiano_Doni“Mi sento come uno che sta sotto un treno”, ha rivelato l’ex Atalanta. Storia a lieto fine per Simone Farina

ROMA – Il giorno di Cristiano Doni. E’ atteso per oggi alle 16 l’interrogatorio dell’ex capitano dell’Atalanta, nell’ambito dell’inchiesta sul Calcioscommesse avviata dalla procura di Cremona che ha investito il campionato italiano, anche maggiore, e che ha portato, lunedì scorso, all’arresto di 17 persone tra calciatori, dirigenti e personaggi legati al mondo delle scommesse.

Di partite truccate ha parlato già ieri un altro nome del calcio nostrano, Carlo Gervasoni, giocatore del Piacenza, nel corso del suo interrogatorio davanti al gip Guido Salvini e al procuratore Roberto Di Martino.

Ma l’uomo più atteso è lui, Doni. Rinchiuso nel carcere “Cà del Ferro” di Cremona, ha ricevuto ieri la visita del parlamentare Giacomo Stucchi e dall’assessore regionale al territorio Daniele Belotti, entrambi bergamaschi, entrambi leghisti, ma soprattutto tifosi e amici del calciatore.

“Sto come uno che è finito sotto un treno”, avrebbe confidato l’ex atalantino ai due esponenti politici, che raccontano di averlo trovato particolarmente provato dai giorni di reclusione. Tanta la nostalgia della famiglia, e soprattutto della figlia di otto anni. Mentre sul presunto tentativo di fuga, al momento dell’arresto, lunedì scorso, il calciatore avrebbe confidato: “Ma quale fuga? Quella mattina ho sentito dei rumori e ho pensato a dei ladri, per quello ho provato a rifugiarmi in garage. I poliziotti, poi, sono stati tutti molto cortesi e comprensivi, come il personale del carcere di Cremona che mi sta aiutando molto”.

20111220_simone-farina

Le indagini sullo scandalo delle scommesse si allargano sempre di più. Sarebbero truccate i tre quarti delle partite del campionato di Serie A e ne sarebbero coinvolti dirigenti, calciatori e arbitri, secondo le rivelazioni di un supertestimone, il cui racconto, risalente all’ottobre scorso, è conservato in un rapporto della squadra mobile di Bologna.

Un giro di affari immenso, con agganci anche a livello internazionale, per il quale sempre ieri il presidente del Coni Gianni Petrucci aveva chiesto l’intervento dell’Interpol. Cominciano così a tremare i campioni delle squadre maggiori: sarebbero coinvolti, stando alle rivelazioni di alcuni pentiti, anche nomi del calibro di Rino Gattuso e degli interisti Snejder e Stankovic.

Ma in questa brutta storia non manca l’eroe buono. Si tratta di Simone Farina, difensore del Gubbio, che ha mantenuto la schiena dritta quando gli sarebbe stato facilissimo piegarsi al richiamo di 200 mila euro, più del doppio di quanto percepisce per una stagione in serie B.

L’allenatore della Nazionale, Cesare Prandelli lo ha convocato per l’ultima gara, contro gli Stati Uniti, prima degli Europei della prossima estate. “Gli dirò di venire a Coverciano ad allenarsi con noi, sarà un modo per ringraziarlo”, ha confidato il ct.

L’appuntamento è fissato per il 27 febbraio. Prandelli ha così raccolto l’appello di alcuni fan che sulla pagina di Facebook, aperta sull’argomento, avevano scritto: “Simone Farina in Nazionale per una partita”.

Potrebbero interessarti anche