Continua la guerra dei tavolini selvaggi del Centro Storico

tavolini-_dehors_piazza_NavonaOggi in piazza i commercianti contro la linea dura del I Municipio e la rimozione di dehors e tendoni fuori norma

ROMA – La guerra contro i tavolini selvaggi di ristoranti e bar del Centro Storico continua. La linea dura stabilita dal I Municipio, con la decisione di procedere alla rimozione di dehors e tende fuori norma, non è piaciuta ai commercianti, che ieri avevano partecipato ad un tavolo di confronto presso il parlamentino di via Petroselli, e avevano in seguito incontrato il sindaco Alemanno.

Sono così cominciate le proteste di piazza: è stata annunciata per oggi la serrata degli esercizi commerciali di Campo dè Fiori, mentre a partire dalle 11 sfileranno in corteo al Pantheon i proprietari dei bar di Piazza Navona, Piazza delle Coppelle e del resto del Centro Storico. Tuttavia, in Municipio si studia per trovare un’alternativa alle stufe sotto accusa e, con ogni probabilità, a partire dal 27 gennaio, i commercianti potranno fare domanda per installare riscaldatori elettrici.

Ieri, invece, era andata in scena la protesta dei residenti. Vogliono difendere il decoro della città e per questo hanno chiamato in causa anche il neo ministro per i Beni Culturali Lorenzo Ornaghi, affinchè intervenga a tutela del Centro Storico della Capitale. Sotto accusa il Comune, che, secondo i comitati dei cittadini, “non può agire perché bloccato dalle pressioni politiche delle lobby delle associazioni di categoria”. Hanno inviato nei giorni scorsi anche un esposto alla Asl perché “le stufe a gas di quel tipo, oltre ad essere state vietate dalla Soprintendenza, sono pericolose per la salute e l’incolumità pubblica. Si ritiene necessaria anche la rimozione di teloni che non sono ignifughi e che aumentano il rischio di incendio”. È prevista invece per gennaio la raccolta firme per la presentazione della delibera di iniziativa popolare  sulla riforma del regolamento per l’occupazione del suolo pubblico.

Dalla parte dei cittadini si è schierato il minisindaco Orlando Corsetti, che martedì scorso aveva avanzato le proprie dimissioni perché il Campidoglio non aveva appoggiato il suo piano anti-abusivismo, una linea durissima contro i commercianti, che hanno visto portarsi via dai loro esercizi stufe, tavolini e ombrelloni.

“Condividiamo questa battaglia per la legalità – ha dichiarato Marco Miccoli, segretario del Partito Democratico capitolino – e ci associamo nel chiedere ad Alemanno e all’assessore Bordoni di accogliere la legittima richiesta di chiarezza avanzata dal I Municipio, ma Corsetti dovrebbe ritirare le sue dimissioni, per poter riprendere un’azione serrata sul territorio”.

Di diverso avviso proprio l’assessore al Commercio Bordoni, che aveva chiesto all’inzio della settimana all’Avvocatura capitolina di esprimersi in merito alla valenza del parere della Sopraintendenza statale ai fini del rilascio delle occupazioni di suolo pubblico. Secondo l’assessore, “bisogna combattere l’abusivismo commerciale, ma questo non significa dover puntare il dito su una categoria e penalizzarla, per un giunta in un momento economico così difficile”.

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