La “grande abbuffata” della multiutility Acea

Acea_sliderL’interminabile elenco di contributi e sponsorizzazioni. Internal audit sulle spese delle relazioni esterne

ROMA – Non si placano le polemiche seguite alla pubblicazione dell’elenco di sponsorizzazioni, contributi e liberalità disposte dall’Acea nel corso dell’anno. Anzi, via via che emergono nomi e cifre dei beneficiari l’indignazione continua ad aumentare. Giornali, televisioni, interrogazioni parlamentari, consiglieri comunali, alimentano un fuoco incrociato sull’azienda elettrica romana che non accenna a spegnersi.

L’elenco delle spese è obiettivamente sorprendente, ma i personaggi che popolano la scena e l’immagine dell’azienda paragonata ad un bancomat dell’amministrazione capitolina fanno una certa impressione. Quello che segue è solo un elenco parziale.

Elenci_spese_Acea

In un’interrogazione parlamentare dei giorni scorsi, il senatore Lannutti fa notare che “molte di queste società hanno sede a Roma in via Alba e fanno capo ad una holding lussemburghese di nome Orius SA che, stando agli estratti ufficiali del Journal Officiel du Gran-Duchè de Luxemburg, ha sede al numero 11 di boulevard Prince Henri ed è guidata dal solito Pierluigi Sassi”.

A sua volta il consigliere comunale del Pd, Massimiliano Valeriani, rivela che l’internal audit di piazzale Ostiense avrebbe avviato una ricognizione puntuale su tutte le spese sostenute dalle relazioni esterne dell’azienda. Acea ha prontamente smentito la notizia, negando l’esistenza di una “inchiesta interna avviata su attività autorizzate dal presidente Cremonesi” e aggiungendo che “l’internal audit è una funzione che viene attivata proprio dal presidente, attento affinché tutto avvenga nella massima regolarità, secondo una pianificazione annuale”.

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