Bene tutti gli indici finanziari, ma l’allarme non è finito

Indice_borsa_sliderCalano i tassi di interesse per le ultime emissioni di titoli pubblici. Borsa in crescita e spread in calo. La grande incognita delle banche riempite di liquidità dalla Bce

 

ROMA – Il Tesoro italiano tira il primo respiro di sollievo: stamattina infatti sono stati collocato tutti i 9 miliardi di Bot a sei mesi al tasso “stracciato” del 3,25%. E, dato altrettanto sensazionale, la richiesta è stata una volta e mezzo superiore all’offerta. Per capire l’eccezionalità dell’evento, bisogna considerare che a fine novembre, per piazzare gli stessi titoli semestrali, il Tesoro era stato costretto a pagare un interesse del 6,50%. E non è finita, perché nell’asta di stamattina sono stati assegnati 1,733 miliardi di Ctz a due anni e anche per questi titoli il tasso di interesse è crollato al 4,85% dal 7,81% dell’asta precedente.

Anche lo spread dei nostri titoli pubblici con i bund tedeschi si è ristretto a 477 punti base dopo lo sfondamento di quota 500 della settimana scorsa. Borsa di Milano euforica con il Ftse Mib che a fine mattinata era salito dell’1,25%.

Passata dunque la grande paura per la riapertura dei mercati dopo la pausa natalizia e per i pessimi segnali della vigilia, ora l’attenzione si sposta sull’asta di domani quando saranno offerti i titoli a cinque e a dieci anni per un ammontare complessivo di 8,5 miliardi. Le previsioni della vigilia sembrerebbero confermare la tendenza al ribasso dei tassi, ma con un mercato così instabile e schizofrenico non si può mai dire con certezza come andranno le cose.

Uno che di mercati se ne intende, come l’economista francese Jean Paul Fitoussi, ha fatto osservare che “la fiducia nei confronti dell’Italia non dipende soltanto dalla politica economica italiana: solo la politica europea può riportare la fiducia dei mercati in Europa e dunque avere un’influenza sugli spread tra i paesi. Purtroppo la credibilità dell’azione europea resta molto limitata”.

L’altra grossa incognita riguarda il comportamento delle banche nella fase due dell’azione del governo Monti impegnato ad elaborare una concreta strategia di crescita dell’economia italiana. Qui il ruolo e la disponibilità di credito per le imprese e le famiglie diventano essenziali. Se dopo la “manna” della Bce piovuta sulle nostre banche sotto forma di liquidità, queste sosterranno la ripartenza dei consumi e degli investimenti, si può sperare che almeno dalla seconda metà del 2012 il Pil possa recuperare il segno positivo.

Se invece gli impieghi torneranno a cercare luoghi-rifugio, come i forzieri della stessa Bce dove ieri le banche europee hanno depositato per un giorno (i cosidetti depositi overnight) 412 miliardi di euro (praticamente la stessa cifra che avevano ricevuto dalla stessa banca centrale pochi giorni fa) allora la strada della ripresa sarà tutta in salita e sarà molto più duro pedalare.

Potrebbero interessarti anche