Il Consiglio di Stato: no alla chiusura di Malagrotta

malagrotta-slider“Non c’è emergenza ambientale”. Accolto il ricorso della Colari contro la sentenza del Tar del Lazio dello scorso novembre

La storia infinita di Malagrotta continua. Chiude, non chiude, alla fine, dopo mesi di tira e molla, e proteste da parte di forze politiche e ambientalisti, sembra proprio che la grande discarica alle porte della Capitale resterà ancora aperta e funzionante. Lo ha deciso questo pomeriggio il Consiglio di Stato, che ha accolto il ricorso presentato dal Consorzio Laziale Rifiuti, Colari (cioè l’avv. Manlio Cerroni), proprietario della discarica, contro la sentenza del Tar del Lazio, che lo scorso 24 novembre aveva confermato lo stato di emergenza ambientale per Malagrotta, decretato dalla presidenza del Consiglio dei Ministri nel luglio scorso. Oggetto della contestazione, anche il decreto del Prefetto di Roma sull’individuazione di Corcolle, a Tivoli, e di Quadro Alto a Riano quali siti alternativi per le nuove discariche provvisorie post-Malagrotta.

Gli atti sono sospesi dunque fino alla prossima discussione nel merito dell’istanza, fissata dalla IV Sezione del Consiglio di Stato il prossimo 17 gennaio. Non esprime un giudizio sulla decisione presa da Palazzo Spada il governatore del Lazio Renata Polverini. “Il Consiglio entrerà nel merito a gennaio, quindi aspettiamo”, è stato il suo lapidario commento. A chi le chiedeva se fino alla data della discussione sarebbero sospesi i poteri commissariali e lo stato di emergenza, Polverini ha risposto: “Questo non lo so, non sono il Consiglio di Stato”. Sulle sorti di Malagrotta ha infine dichiarato che “non avendo letto ancora la sentenza, la vedremo e ci regoleremo di conseguenza”.

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