Prende il volo il 1° gennaio 2012 la nuova Alenia Aermacchi

Alenia_AermacchiLa fusione dei due storici marchi Alenia Sia e Aermacchi prevede investimenti per circa tre miliardi di euro 

ROMA – La tanto attesa e discussa fusione alla fine c’è stata. Dal primo gennaio 2012 infatti la nuova AleniaAermacchi, una società Finmeccanica, prenderà il volo per attraversare i cieli di tutto il mondo rendendo così operativa la fusione tra Alenia Aeronautica e le sue società controllate Alenia Aermacchi e Alenia Sia.

La nuova azienda avrà un nuovo logo ‘AleniaAermacchi’, frutto della fusione dei due storici marchi ‘Alenia’ e ‘Aermacchi’, che rappresenta la sintesi di un secolo di storia, di tradizione, di esperienza e di successi dell’industria aeronautica del nostro Paese.

“Attraverso questa fusione – ha commentato Giuseppe Giordo, amministratore delegato della nuova AleniaAermacchi e responsabile del settore aeronautico di Finmeccanica – viene messo a fattor comune uno straordinario patrimonio di conoscenze, di tecnologie, di prodotti, con l’obiettivo di far sì che l’industria aeronautica italiana possa continuare, anche nei prossimi anni, a recitare un ruolo di primo piano all’interno di un mercato sempre più globale”.

La nuova azienda avrà caratteristiche importanti. Venegono Superiore (Varese), storico quartier generale di Aermacchi, ospiterà la sede legale, affiancata da due sedi operative, Pomigliano d’Arco (Napoli) per il settore civile e Torino-Caselle per gli aerei da difesa ed addestramento militare. Le sedi operative saranno il baricentro delle attività industriali realizzate da sei diversi centri integrati di produzione (sistemi di addestramento, velivoli da difesa, da trasporto militare, civili, materiali compositi, strutture metalliche), distribuiti su nove siti dislocati sull’intero territorio nazionale, per un organico complessivo di circa 12 mila addetti.

AleniaAermacchi è una delle maggiori industrie aeronautiche italiane, attiva nella progettazione, sviluppo, produzione, manutenzione e revisione di aeromobili civili e militari, di addestratori, di velivoli non pilotati e di aerostrutture. Cento anni di storia industriale, nel corso dei quali nell’azienda sono confluiti prestigiosi marchi nazionali come Imam, Romeo, Fiat, Aerfer ed Aeritalia, in un percorso di crescita e di affermazione su scala mondiale frutto dell’esperienza maturata con la progettazione e la realizzazione, ad oggi, di oltre 12 mila aeroplani. Nella sua lunga storia industriale ha realizzato più di 7000 aerei, inclusi 2000 addestratori venduti a più di 40 Nazioni ed ha progettato e sviluppato sistemi e sottosistemi elettronici e relativo software, sia per l’installazione a bordo che per il suo supporto progettuale ed operativo.

Una fusione che non sarà però indolore e ha già scatenato proteste sia di alcuni politici (alcuni senatori del Pd hanno fatto un’interpellanza per evitare il trasferimento dalla Campania a Varese della sede legale) sia dei sindacati metalmeccanici (Fiom, Fim e Uilm) che contestano le ragioni della fusione e l’inadeguato piano di investimenti.

Nel piano di riorganizzazione, ristrutturazione e rilancio che i vertici del settore aeronautico di Finmeccanica (Alenia Aeronautica, Aermacchi e Superjet) hanno presentato a Fiom, Fim e Uilm sono previsti i trasferimenti dei siti produttivi in dissolvenza (verso Nola e Pomigliano da Casoria e verso AgustaWestland e Superjet da Venezia e verso Torino e Napoli da Roma) che coinvolgerà circa 1000 lavoratori, per i quali sono previsti ammortizzatori sociali, mentre altri 1200 saranno accompagnati progressivamente alla pensione.

Ad accompagnare queste misure, ci sarà un piano di esternalizzazione che riguarderà, logistica e magazzini, servizi di guardia e servizi amministrativi, per un totale di circa 500 lavoratori. Peraltro sono anche previste, nel corso del piano 500 assunzioni in un’ottica di cambio mix ma solo al termine del piano. A cui si aggiunge lo spostamento della sede dalla Campania a Varese.

Il piano prevede importanti investimenti, tra cui un nuovo velivolo regionale e un velivolo senza pilota, nel periodo 2012 – 2020 per 3 miliardi di euro, di cui 1miliardo nel civile, 2 miliardi nel militare.

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