Calcioscommesse, nel mirino anche Mauri e Pellissier

Gervasoni svela nomi e ulteriori dettagli: accordi anche sui rigori. Oggi è il turno dell’ex giocatore della Roma Sartor

ROMA – Feste molto amare per il calcio italiano. Continua l’inchiesta sul calcio scommesse, che porta alla luce nuovi nomi e nuovi misfatti del gioco più amato dal Bel Paese.

“Diciamo che adesso, quando guardo una partita, sono molto a disagio”, ha commentato il procuratore della Repubblica di Cremona Roberto Di Martino. Come dargli torto, stando alle pesanti rivelazioni emerse durante l’interrogatorio dell’ex giocatore del Piacenza, Carlo Gervasoni. L’indagine, infatti, partita da un contesto provinciale, ha assunto ormai dimensioni molto vaste, rivelando un fenomeno più ampio del previsto, che è proseguito persino a indagine aperta, “visto che l’ultima partita presa in esame risale al 30 novembre scorso” come ha precisato Di Martino. “La sensazione è che si sia ancora agli albori dell’inchiesta, che non sia finita qua”.

Molti i nomi importanti tirati in ballo dall’ex difensore del Piacenza, che si è rivelato il vero punto di svolta dell’inchiesta e che, grazie alla sua piena collaborazione, si è guadagnato gli arresti domiciliari. Stando a quanto scrive il giudice Guido Salvini, “Gervasoni ha narrato come nel 2009 il gruppo di “zingari” di cui era portavoce lo slavo Gegic Almir, dopo aver manipolato molte partite di calcio in Svizzera, abbia intrapreso in modo sistematico contatti con i giocatori italiani, grazie anche all’aiuto di Bressan molto legato a Gegic, come da tale rapporto, che ha coinvolto decine di giocatori, sia conseguita l’alterazione di molti risultati di serie B e di alcuni di serie A e Coppa Italia”.

Fu proprio il capo del gruppo degli zingari, Almir Gegic, a fare all’ex calciatore il nome di Stefano Mauri, centrocampista della Lazio, per le partite Lazio – Genoa e Lecce – Lazio dello scorso campionato. Insieme a lui, compaiono ora sul registro degli indagati anche i nomi di Nicola Ventola, a proposito di Chievo-Novara di Coppa Italia (quando Ventola giocava con i piemontesi), finito tre a zero per il Chievo, Cristian Bertani, del Novara e Cesare Rickler, difensore del Bologna ma chiamato in causa per una Atalanta-Piacenza nel periodo in cui giocava nel Piacenza. Il “pentito” Gervasoni avrebbe poi parlato nello specifico di una decina di partite, anche di seria A, di cui in almeno due casi il tentativo di aggiustamento di risultato sarebbe andato a buon fine. Il 29enne ha ragguagliato gli inquirenti anche sul modus operandi della truffa: in alcune occasioni, come per la partita Atalanta – Piacenza del 19 marzo scorso ad esempio, l’accordo non sarebbe stato solo sul risultato finale ma anche sul modo di tirare i rigori. Si era stabilito, infatti, che Cristiano Doni, ottenuto un rigore su fallo dello stesso Gervasoni, lo tirasse centralmente, come di fatto è stato.

Fra i nomi spicca anche quello di Pellissier, il capitano del Chievo, tirato in causa per un’intercettazione che lo vede in colloquio con una persona dall’accento meridionale alla quale dice “si può sapere quanto mi fai prendere da queste cose?” “Dai 250 ai 400”. Al che il giocatore ride e alla domanda “Ho esagerato?” risponde “No… anche un po’ di meno”. Il capitano, che andava cercando il centesimo gol con la maglia del Chievo e al momento va trovando solo grossi guai, sarebbe stato citato anche in alcune telefonate tra Antonio Bellavista, ex di Bari e verona, e uno degli allibratori arrestati in estate, Erodiani. Nelle conversazioni, i due si ripromettono di parlare con “il Pelli” a proposito di una partita (Bari – Chievo) da sistemare.

Due giorni fa è stato interrogato anche Alessandro Zamperini, indicato da Gervasoni come tramite tra Mauri e gli zingari. L’attaccante è sospettato di aver combinato la partita Lecce – Lazio giocata lo scorso 22 maggio ma agli inquirenti ha ammesso di averci provato senza buon esito. Zamperini avrebbe infatti tentato di fare un “discorso preliminare” al giocatore del Lecce Stefano Ferrario, che conosceva da tempo, il quale però non lo fece nemmeno concludere e lo stoppò appena capì il tenore della proposta, dicendo di non essere disposto. Il calciatore, osservano però gli inquirenti, si guardò bene dal denunciarlo, come invece aveva fatto Simone Farina, il centrocampista del Gubbio al quale Zamperini arrivò a offrire duecentomila euro per truccare una partita.

Sono solo questi due gli episodi, quello di Lecce e quello di Farina, che Zamperini ha ammesso davanti al pm Di Martino e al gip Salvini, nell’interrogatorio di due giorni fa, mentre il suo avvocato Roberto Ruggiero valuta l’idea di contestare l’incompetenza territoriale della procura di Cremona per portare l’inchiesta a Roma. Proprio a Formello, infatti, sono stati raccolti altri elementi sulle presente combine delle partite della Lazio. Secondo gli investigatori del Servizio Centrale Operativo della Polizia “a conferma dell’assunto secondo il quale l’organizzazione criminale invia i propri emissari per parlare direttamente con i giocatori o con i dirigenti coinvolti nella manipolazione delle partite, di particolare valenza investigativa appare essere la circostanza che la cella impegnata da Viktor Kondic (un altro dei capi dell’organizzazione) è quella di Formello (Roma) ove come è noto da alcuni anni è ubicato il centro sportivo della Società sportiva Lazio. Inoltre, via delle Macere, dove si trova la cella, è contigua proprio al centro sportivo in argomento”.

A quanto pare Lazio e calciatori vari avranno molto da giustificare, anche se è ancora presto per tirare le somme di questa sconcertante inchiesta, composta da più di 22mila pagine. Dovremo attendere qualche tempo per arrivare a mettere la parola fine dopo aver fatto chiarezza nell’accozzaglia di telefonate, dichiarazioni, intercettazioni e accuse. Grosso il rischio che finiscano nel tritacarne mediatico anche nomi assolutamente estranei alla vicenda, come è accaduto nella giornata di ieri a Cannavaro, Buffon e Gattuso. Come ha precisato il procuratore De Martino, “se ci sono giocatori che scommettono, è un fatto penalmente irrilevante. La scommessa di un calciatore può avere significato solo se collegata a gare truccate”. Dove non arriverà la giustizia penale, potrebbe dunque arrivare quella sportiva. Tutti gli atti, infatti, sono già stati trasmessi al procuratore della Fgci Stefano Palazzi, in contatto quotidiano con la Procura di Cremona.

Intanto oggi a Cremona è la volta di Luigi Sartor. L’interrogatorio, davanti al procuratore capo Roberto di Martino, dell’ex giocatore di Inter, Parma e Roma, che per gli inquirenti sarebbe il contabile del ‘gruppo dei bolognesi’ capeggiato da Beppe Signori e tramite con quello di Singapore, è in corso da questa mattina. Sartor è chiamato a rispondere anche sui conti cifrati elvetici riconducibili oltre che a lui anche allo stesso Signori. L’avvocato Tuccari, in una pausa, ha affermato: “Sartor sta rispondendo alle domande del pm. Sta spiegando, non sta confessando”.

Sartor è rinchiuso nel carcere di Cremona dal 19 dicembre scorso ed è l’unico degli indagati che davanti al gip Guido Salvini si era avvalso della facoltà di non rispondere. Il suo difensore oggi presenterà al pubblico ministero l’istanza di revoca della custodia cautelare in carcere. Il pm dovrà pronunciarsi e l’ultima parola spetta al gip. Quello di Sartor è l’ultimo interrogatorio dell’anno a Cremona: si riprenderà l’11 gennaio con quello, molto atteso, di Cristiano Doni.

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