Il gruppo Salini all’attacco di Impregilo

Lavori_metro_B1_sliderIl più fiero avversario è oggi il gruppo Gavio che ha rilevato la quota di Ligresti


ROMA – Dopo la vendita al gruppo Gavio della quota di Ligresti nella società Igli, che a sua volta possiede il 30% di Impregilo, l’azionariato del colosso delle costruzioni Impregilo si presenta, per il momento, così: Argo Finanziaria (Gavio) con il 20%, Atlantia (Benetton) con il 10% e la romana Salini Costruzioni con il 15% rastrellato in Borsa. Il resto è in Borsa, sparpagliato tra fondi di investimento e piccoli risparmiatori.

Abbiamo detto ‘per il momento’, in quanto tra i vecchi soci di Igli (Benetton, Gavio e Ligresti) esisteva un patto parasociale in base al quale, nel caso in cui uno dei soci avesse deciso di vendere la sua partecipazione, agli altri due veniva riconosciuto il diritto di prelazione. Il che significa che se entro 60 giorni Benetton deciderà di esercitare il suo diritto nei confronti della quota Ligresti, Impregilo si troverà ad essere posseduto da un triumvirato composto da tre soci col 15% ciascuno.

Ma dietro i numeri che cosa si nasconde? L’intenzione del gruppo romano guidato da Pietro Salini è abbastanza trasparente: approfittando del valore di saldo del titolo Impregilo in Borsa (a settembre crollato a 1,5 euro per azione rispetto ai 2,46 di ieri), Salini ha rastrellato in tre mesi il 15% dell’intera società con il chiaro intento di arrivare in prospettiva alla fusione delle due imprese, con il core business focalizzato sulle costruzioni.

Principali_azionisti_di_Impregilo

Meno chiara la strategia di Atlantia. Rifiutando di vendere a Gavio la propria quota di Igli, cioè indirettamente di Impregilo, e in attesa di decidere se esercitare la prelazione sul 50% della quota ex Ligresti, i Benetton sono sicuramente interessati alla più consistente partecipazione estera di Impregilo, ovvero il 29% di Ecorodovias, la concessionaria autostradale brasiliana quotata alla Borsa di San Paolo.

Nella sede romana di Salini le bocche sono cucite. A Ponzano Veneto sono tutti in vacanza. Ma si intravede ugualmente sullo sfondo il possibile scontro dei due big delle costruzioni, Gavio e Salini, a contendersi il controllo di Impregilo, con il terzo player, Benetton, per il momento alla finestra pronto a barattare con il vincitore la sua quota di Impregilo con il 29% di Ecorodovias.

Già, perché il paradosso è che la società brasiliana oggi capitalizza circa 4 miliardi di dollari, mentre Impregilo ai prezzi svalutati della Borsa italiana non supera i 950 milioni. Non bisogna dunque essere dei maghi della finanza per capire l’interesse di Salini alla scalata di Impregilo. Anche infatti acquistando attraverso un’opa il 50% della società milanese di via Missaglia, oggi come oggi Pietro Salini dovrebbe tirar fuori non più di 480/500 milioni, già sapendo di avere un compratore pronto a rilevare il 29% della controllata brasiliana, valutato 900 milioni di euro (alle  cui concessioni autostradali peraltro Salini è poco o nulla interessato).

Le prossime settimane diranno chi prevarrà nella scalata tra Gavio e Salini. E non è nemmeno detto che l’imprenditore romano abbia smesso di comprare in Borsa titoli Impregilo, ancora oggi sotto il target price di 3 euro stimato da quasi tutte le società di investimento (la quotazione di ieri non superava i 2,50 euro). Anzi si dice che abbia incaricato un’importante società internazionale di consulenza, la Georgeson, per preparare un’eventuale raccolta di deleghe nel “parco buoi” dei piccoli azionisti.

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