Malagrotta rimarrà aperta per altri sei mesi

malagrotta-sliderIl governo mantiene lo stato di emergenza ambientale. Ieri il Consiglio di Stato aveva accolto il ricorso della Colari

ROMA – La storia infinita di Malagrotta. Chiude, non chiude. Alla fine, dopo mesi di tira e molla, e proteste da parte di opposizione e ambientalisti, sembra proprio che la grande discarica alle porte della Capitale resterà aperta e funzionante. Almeno per i prossimi sei mesi.

Lo ha deciso ieri pomeriggio il Consiglio di Stato, che ha accolto il ricorso presentato dal Consorzio Laziale Rifiuti, Colari, proprietario della discarica, a capo del quale vi è il patron di Malagrotta e del sito di Riano Manlio Cerroni, contro il Tar del Lazio, che lo scorso 24 novembre aveva confermato lo stato di emergenza ambientale per Malagrotta, decretato dalla presidenza del Consiglio dei Ministri nel luglio scorso. Oggetto della contestazione, anche il decreto del Prefetto di Roma recante l’individuazione di Corcolle, a Tivoli,  e di Quadro Alto a Riano quali siti alternativi per le nuove discariche provvisorie post-Malagrotta.

Gli atti sono sospesi fino alla prossima discussione dell’istanza, fissata dalla IV sezione del Consiglio di Stato il prossimo 17 gennaio. Non esprime un giudizio sulla decisione presa da Palazzo Spada il governatore del Lazio Renata Polverini. “Il Consiglio entrerà nel merito a gennaio, quindi aspetteremo”, è stato il suo lapidario commento. A chi le chiedeva se fino alla data della discussione sarebbero sospesi i poteri commissariali e lo stato di emergenza, Polverini ha risposto: “Questo non lo so, non sono il Consiglio di Stato”. Sulle sorti di Malagrotta ha infine dichiarato che “non avendo letto ancora la sentenza, la vedremo e ci regoleremo di conseguenza”. Intanto, insorgono le opposizioni, che puntano il dito sulla inefficiente gestione della questione rifiuti da parte della Giunta Polverini.

La decisione del Consiglio di Stato è stato tuttavia contraddetta qualche ora più tardi dal Governo, che ha annunciato di mantenere ugualmente lo stato di emergenza ambientale per la provincia di Roma, tanto che il prefetto-commissario Giuseppe Pecoraro in serata ha disposto la proroga fino al 30 giugno della maxidiscarica. L’obiettivo è evitare che a Roma accada quello che è successo a Napoli negli anni passati: una città soffocata dai rifiuti, con pesanti ripercussioni sul turismo oltre che sulla salute dei cittadini. Attenzione anche alle decisione dell’Unione Europea: la città potrebbe correre il rischio di una pesante multa perché si continua a riempire un sito dichiarato saturo da anni.

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