Calcioscommesse, Sartor dice la sua. Gervasoni, tutti i nomi

Ieri interrogatorio Sartor, rapporti con singaporiani a fini leciti. Gervasoni dà i dettagli sulle partite truccate

“Ha ampiamente spiegato quello che c’era da spiegare, ma non ha confessato, perché non c’era nulla da confessare”: questo il commento dell’avvocato di Luigi Sartor, Antonino Tuccari, dopo il lungo interrogatorio che si è svolto nella giornata di ieri al suo assistito. Sei ore di colloquio in cui l’ex giocatore di Roma, Parma e Inter è stato chiamato a rispondere del suo coinvolgimento nella truffa delle partite combinate.
Ha cambiato strategia il calciatore, che nel precedente interrogatorio si era avvalso della facoltà di non rispondere. Questa volta ha fornito la sua versione dei fatti sulle vicende riguardanti gli incontri con l’organizzazione di Singapore, che gestiva il giro delle partite truccate anche nel nostro paese.

Sartor ha ammesso solo di essere in rapporti di amicizia con Beppe Signori e di conoscere i singaporiani ma di avere con quest’ultimi rapporti con finalità del tutto lecite. L’ex difensore ha spiegato che il suo rapporto con gli asiatici era legato all’intermediazione per l’acquisto di una società non di serie A, nella quale lui poi sarebbe dovuto andare a lavorare, probabilmente come dirigente. In questo modo è stato quindi giustificato l’incontro con i cinesi all’aeroporto di Malpensa del 26 febbraio 2011.

Sartor inoltre sostiene di essere stato coinvolto suo malgrado nella combine della partita Inter-Lecce del 18 marzo 2011 sulla quale i cinesi avevano puntato 300.000 euro. In quel match l’ex portiere del Benevento Marco Paoloni aveva millantato di essersi accordato con il giocatore del Lecce Corvia per truccare il risultato. Gli scommettitori cinesi avevano ritenuto Sartor responsabile della mancata scommessa e avevano preteso che fosse lui a restituire i soldi puntati. Ma riguardo a ciò, Sartor ha dichiarato di essere cascato dalle nuvole davanti a questa richiesta.
Il calciatore era chiamato a rispondere anche sui conti cifrati elvetici riconducibili oltre che a lui anche allo stesso Signori.

Come ha spiegato il pm Di Martino “Sartor non ha avuto difficoltà a fornire la sua versione, ovviamente diversa da quella prospettata dall’accusa e cioè che su quel conto transitavano i soldi che i cinesi mettevano a disposizione per pagare i giocatori allo scopo di truccare le partite”. Su questa questione il procuratore non ha voluto aggiungere altro, anche perché sta aspettando documenti dalla Svizzera che possano chiarificare la situazione. “La versione di Sartor” ha aggiunto il pm “al di là della credibilità che è tutta da dimostrare, mi è stata comunque utile perché descrive il quadro dei rapporti con il gruppo di Singapore”.
Quello di Sartor è l’ultimo interrogatorio dell’anno a Cremona: si riprenderà l’11 gennaio con quello di Cristiano Doni.  Il pm Di Martino ha dato parere favorevole alla richiesta di concedere gli arresti domiciliari a Sartor e Zamperini, gli unici due ancora rinchiusi nel carcere di Cremona dal 19 dicembre scorso.

Una tornata di interrogatori molto fruttuosa per la procura di Cremona, che ha registrato grandi passi in avanti nell’inchiesta soprattutto grazie alle confessioni del pentito Gervasoni. Dagli interrogatori sono trapelati i nomi dei giocatori coinvolti e delle partite che sarebbero state combinate. Mauri della Lazio, Milanetto del Genoa, Benassi e Rosati del Lecce sono tra i principali calciatori della prima serie coinvolti. “La prima partita di A combinata di cui parlai – dice Gervasoni – è Palermo-Bari del 7 maggio 2011, finita 2-1: il risultato concordato era di un over con la sconfitta del Bari, con almeno due gol di scarto: si tratta di notizie che mi ha riferito Gegic nell’immediatezza della partita, in quanto ho scommesso sulla medesima.  Gegic mi riferi’ che erano stati corrotti i seguenti giocatori del Bari: Padelli, Bentivoglio, Parisi, Andrea Masiello e Rossi. Il risultato concordato non fu raggiunto perche’ Miccoli sbagliò il rigore che era stato volutamente provocato. Miccoli non sapeva nulla della combine”.

Di Lazio-Genoa, disputata il 14 maggio scorso e terminata 4-2, Gervasoni dice: “Ho appreso da Gegic che gli slavi si incontrarono lo stesso giorno della partita con Zamperini, che poi li mise in contatto con Mauri della Lazio. Gli slavi si incontrarono anche con Milanetto del Genoa, che a sua volta incontro’ altri giocatori della sua squadra”. Quanto alla partita Lecce-Lazio del 22 maggio 2011, finita 2-4, dice Gervasoni: “Gegic mi disse che tramite Zamperini, lui e gli slavi si misero di nuovo in contatto con Mauri della Lazio per manipolare la suddetta partita. Successivamente, avuto questo contatto con Mauri, furono corrotti 6 o 7 giocatori del Lecce tra i quali ricordo solo Benassi e Rosati”.

“Preoccupato, ma tutto regolare”. Il Presidente del Coni, Gianni Petrucci, ha manifestato il suo turbamento riguardo i risvolti dell’indagine della Procura di Cremona sul calcio scommesse, assicurando però che “tutto è sotto controllo e il campionato è regolare”. Ai microfoni di Rai Sport Petrucci ha aggiunto che “la Federcalcio sta affrontando la vicenda con grande serietà e dignità. Sono preoccupato ma la federazione sta lavorando seriamente”. Nessun dubbio sulla regolarità del campionato: “è attendibile e serio”.
Se in molti, tifosi e non, non contemplano neanche lontanamente l’idea di comprensione e indulgenza e vorrebbero veder rotolare qualche testa, il Presidente del Coni mantiene un tono più morigerato, dichiarando “Non do giudizi, prendo solo atto. Le sentenze non devono mai essere esemplari. La tolleranza zero? Perché? Ci sono le leggi…” .

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