L’Antitrust boccia il restauro del Colosseo

colosseoSecondo l’Autorità il ricorso alla procedura per i lavori di restauro affidati a Della Valle non ha garantito la concorrenza, la trasparenza e la par condicio

ROMA – Non c’è pace per l’Anfiteatro Flavio. Dopo i crolli dei giorni scorsi, subito minimizzati dal soprintendente speciale ai Beni archeologici di Roma e Ostia Antica, Anna Maria Moretti, arriva anche la sonora bocciatura dell’Autorità Garante della concorrenza e del mercato sulla procedura di affidamento della gara dei lavori di restauro a Della Valle.

Bocciatura che segue ad un ricorso al Tar del Lazio, a una denuncia alla Procura della Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica di Roma e a molti dubbi, perplessità ed interrogativi di cui Romacapitale.net ha dato ampio riscontro.

Quella di oggi quindi non è che l’ultimo tassello di una vicenda sin dall’inizio poco chiara che non fa che dilatare i tempi di inizio restauri di cui il Colosseo avrebbe davvero un gran bisogno.

L’affidamento all’imprenditore marchigiano proprietario della Tod’s, Diego Della Valle, mediante trattativa privata, dei lavori di restauro del Colosseo, secondo l’Antitrust non rispetta i principi comunitari di trasparenza, par condicio e tutela della concorrenza.

L’Autorità boccia quindi la procedura per la sponsorizzazione del restauro del Colosseo seguita dall’allora commissario delegato all’area archeologica della capitale, Roberto Cecchi.

L’affidamento dei lavori a Diego Della Valle che ha contribuito al restauro con 25 milioni, sarebbe dunque venuto meno alle regole della concorrenza.

Secondo l’Autorità infatti la decisione di ricorrere – all’indomani della gara, svoltasi nell’autunno 2010, e andata praticamente deserta: si presentarono solo Della Valle e Ryanair, ma con offerte non ritenute in linea con il bando – alla procedura negoziata, non risponde ai principi comunitari di trasparenza, par condicio e tutela della concorrenza.

“La trattativa privata è stata condotta – si legge nel parere dell’Antitrust – interpellando un numero di soggetti estremamente limitato, senza aver dato adeguata pubblicità alla possibilità di fare ricorso alla mera sponsorizzazione finanziaria ed al fatto che gli oneri posti a carico dell’eventuale sponsor erano stati sostanzialmente ridimensionati”.
L’Autorità boccia inoltre i tempi tescini della trattativa. Una volta ricevuta la proposta di Della Valle – si legge ancora – il commissario avrebbe concesso agli altri due soggetti che avevano dimostrato interesse a sponsorizzare il restauro (Ryanair e la ditta Finit) solo 48 ore per perfezionare l’offerta. Una scadenza, giudicata “inadeguata a consentire l’esperimento di una effettiva competizione tra i soggetti convocati”.

Sorpreso dalle osservazioni dell’Autorità l’attuale commissario delegato all’area archeologica della capitale, Pia Petrangeli. “Entrambe le osservazioni – afferma Petrangeli – ci sorprendono. Il bando di gara per la sponsorizzazione era stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, su quattro quotidiani nazionali e stranieri, inviato alle rappresentanze diplomatiche e reso noto sul sito del commissario. Una volta andato deserto, con l’avallo di un parere dell’ufficio legislativo del ministero siamo passati alla trattativa privata, di cui abbiamo informato anche l’Antitrust. Riguardo alle 48 ore, in realtà le trattative con i tre imprenditori andavano avanti da tempo: Tod’s aveva fatto un’offerta, Ryanair anche ma irricevibile perché voleva coprire con la pubblicità tutto il Colosseo, la terza ditta invece, nonostante i contatti, non si era risolta a dirci le proprie intenzioni. Ecco perché alla fine abbiamo dato il termine di 48 ore”.

Secondo il commissario, il pronunciamento dell’Antitrust “non bloccherà gli appalti in corso: quello per i prospetti esterni e le cancellate, per il quale abbiamo ricevuto 20 offerte e stiamo aprendo in questi giorni le buste, e l’altro per il centro servizi, al quale hanno risposto in 45 ma dove siamo ancora alla fase di prequalifica”.

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