Botti killer di San Basilio, si indaga per omicidio colposo

Botti_S.BasilioPetardo letale comprato forse al mercato clandestino. Fuori pericolo la nipotina della vittima.

 

Dopo l’esplosione di Capodanno che è costata la vita a Cristian Cataldi, pregiudicato trentaduenne romano, e ha causato gravi ferite alla nipote di 4 anni ed altri 3 bambini, la polizia indaga per omicidio colposo ai danni del venditore che ha fornito l’ordigno letale all’uomo. Non è stata ancora scartata dagli inquirenti l’ipotesi che il petardo che ha causato la tragedia sia stato fabbricato dall’uomo stesso, che aveva precedenti per droga e possesso di esplosivi. Gli agenti sembrano più propensi per l’ipotesi che il botto, allestito con almeno un chilo di polvere pirica, sia stato acquistato sul mercato clandestino. In questo caso, il venditore potrebbe essere accusato dalla procura di morte come conseguenza di altro reato, lo smercio di botti proibiti. 

 

La tragedia si è consumata la notte di Capodanno in un appartamento di via Luigi Gigliotti, nella periferia est della Capitale, quando Cataldi ha acceso il petardo, forse uno “spread”, ma non ha fatto in tempo a raggiungere il balconcino per gettarlo e ha così innescato una reazione di esplosioni a catena con i chili e chili di fuochi stipati in casa. La nipote del pregiudicato, Maya, ha subito una delicatissima operazione d’urgenza all’ospedale Bambino Gesù, in seguito alla recisione dell’arteria omerale del braccio sinistro. I medici hanno assicurato che la bambina, al momento in coma farmacologico, è fuori pericolo e non perderà l’uso dell’arto. Le ustioni e le lesioni sul viso sono meno gravi di quanto si era pensato in un primo momento: i medici confidano che non ci saranno danni permanenti.

Le indagini proseguono e il magistrato ha aperto un fascicolo contro ignoti. Nel frattempo nell’appartamento di San Basilio, sotto sequestro, verrà eseguito un sopralluogo per accelerare gli accertamenti. All’interno dell’abitazione gli agenti hanno già rinvenuto dei botti illegali che quasi certamente sono stati acquistati insieme a quello che ha causato l’esplosione. Il pubblico ministero, Ilaria Calò, che ha ipotizzato i reati di omicidio colposo e lesioni colpose, assisterà al sopralluogo insieme a una vera e propria squadra di consulenti, incaricati di verificare gli avvenimenti della notte di Capodanno sotto tre punti di vista: tecnico esplosivista, medico legale e tossicologico (in relazione ai fumi che potrebbero aver intossicato i presenti).

Gli agenti non hanno trovato nessun spirito di collaborazione tra i parenti ed amici presenti al cenone la sera dell’esplosione: nessuno pare sapere nulla dei petardi e della loro provenienza. Alcuni giorni prima del 31, in realtà, nell’ascensore del palazzo gli agenti del commissariato avevano sequestrato circa trenta chi di botti fuorilegge. Non era stato possibile risalire al proprietario sul momento ma ora le ricerche ripartono proprio da quei petardi, che sono risultati simili a quelli che hanno causato l’esplosione.
Attendiamo lo sviluppo delle indagini su questa ennesima tragedia senza senso.

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