Allarme Cgil: nel Lazio a rischio 50mila posti di lavoro

disoccupazione-giovanileIl settore più il colpito è quello delle costruzioni. Oltre 100mila disoccupati nei servizi dall’inizio della crisi

I lavoratori italiani cominciano a fare i conti con la grave crisi economica e con le misure messe in atto dal governo Monti per “salvare l’Italia”. È soprattutto la disoccupazione a preoccupare giovani e meno giovani, inoccupati e cassa- integrati. Solo nella Regione Lazio sarebbero a rischio nel 2012 ben 50mila posti di lavoro. È l’allarme che viene dai sindacati, Cgil in testa, che tracciano una mappa impressionante della crisi occupazionale del territorio considerato. Senza contare i già 250mila disoccupati iscritti alle liste di collocamento, e gli oltre 150mila cittadini che non risultano in nessun elenco pubblico.

“Il segnale che lanciamo alle istituzioni è quello di intervenire anche a livello locale, non solo attendere gli interventi nazionali. Occorre sbloccare le opere cantierabili, ricreare ossigeno grazie ai fondi europei e non solo”, dichiara il segretario della Cgil, Claudio Bernardino, che sottolinea l’importanza di offrire a tutti il cosiddetto reddito minimo garantito, non previsto dalla seconda manovra disegnata dalla giunta Polverini. E accusa: “Questo è un atto irresponsabile nei confronti dell’oltre mezzo milione di precari del Lazio: qui si vuole ridare un sostegno che va inteso non come ammortizzatore sociale, ma come un ponte per ritrovare lavoro”.

Tra i settori maggiormente in crisi, quello delle costruzioni : basti pensare che solo per il blocco dei lavori delle metropolitane della Capitale sono a rischio più di 300 famiglie. Dall’inizio della crisi nel 2008, sono 18mila i lavoratori rimasti senza uno stipendio nel settore dell’agricoltura; nello stesso periodo sono andati persi circa 5 mila anche nell’industria in senso stretto. Non se la passano meglio i lavoratori del commercio, di cui 8mila sono diventati precari, mentre nei servizi in generale sono andati in fumo 100mila posti occupazionali.
Tra le aziende in crisi nella Regione, che hanno fatto notizia negli ultimi mesi, si ricordino la Ritel di Rieti, per cui è ripresa la trattativa per la reindustrializzazione del sito, e lo storico stabilimento viterbese della Chinotto Neri, che ha chiuso i battenti per concentrare la produzione in provincia di Salerno: la proprietà ha disertato l’incontro in Regione, tenendo fermo il proposito di licenziare tutti gli 11 lavoratori. Tavolo delle trattative da aggiornarsi a gennaio per il colosso farmaceutico Sigma Tau, in provincia di Roma, mentre tra le altre questioni aperte in ambito regionale rimane il settore della sanità, nonostante la proroga del contratto per i precari del settore: solo la clinica Fabia Mater rischia di dover tagliare 300 lavoratori.

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