Nel 2011 l’inflazione a Roma ha toccato livelli da record

SLIDER_inflazioneSecondo l’Istat, in un anno i prezzi sarebbero aumentati del 3,8%. I settori più colpiti i trasporti e l’abbigliamento

ROMA – Il tasso di inflazione medio annuo per il 2011, sulla base delle stime preliminari, è pari al 2,8%, in sensibile accelerazione rispetto all’1,5% registrato nel 2010. Lo comunica l’Istat segnalando che si tratta del dato più alto dal 2008.

Nel mese di dicembre 2011 l’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale (NIC) relativo a Roma ha registrato una variazione del +0,2% rispetto al mese precedente e una variazione annua del +3,8%.

I settori che hanno fatto registrare un andamento negativo, in particolare, sono quello dei trasporti, specialmente aereo e marittimo, quello della ricreazione, spettacolo e cultura, con un’impennata della scelta dei pacchetti vacanza e dell’acquisto degli articoli per giardinaggio, e quello dei servizi ricettivi e ristorazione.

Di segno negativo, invece, il settore dei giocattoli e degli hobby, quello dei servizi di alloggio e della frutta. In particolare, il maggiore aumento della variazione tendenziale dei prezzi su base annua relativo a Roma si è verificato nei seguenti settori: carburanti, con un + 0,60%, seguito immediatamente da quello degli indumenti (+ 0,27%) e del gas (+0,25).

Gli aumenti più consistenti in assoluto si osservano per le seguenti classi di prodotto: gioielleria ed orologeria (+26,5%), trasporto marittimo e per vie d’acqua interne (+18,2%), carburanti e lubrificanti per mezzi di trasporto privati (+16,8%), gasolio per riscaldamento (+16,5%), caffè, tè e cacao (+15,0%), gas (+11,6%), mense (+11,5%), raccolta rifiuti (+10,8%), apparecchi telefonici e telefax (-21,7%) e apparecchi per il trattamento dell’informazione (-12,0%).

A essere sotto accusa, dunque, appare ancora una volta l’aumento dei prezzi dei carburanti, previsto anche dalla manovra “Salva Italia” adottata dal governo Monti. “Queste misure – afferma Pietro Giordano dell’Adiconsum – finiscono con l’avere un effetto recessivo sull’economia, anziché di crescita, sviluppando tassi di inflazione che uniti alla recessione in atto hanno costi pesantissimi per i consumatori”. Pertanto per ridimensionare il prezzo della benzina ormai schizzato alle stelle – si augura l’Adiconsum – è necessario che il Governo programmi un tavolo concertativo con petrolieri e associazioni dei consumatori, per tagliare le accise e bloccare così ulteriori aumenti.

Di seguito riportiamo il documento ufficiale Istat contenenti le tabelle con i dati relativi alle variazioni tendenziali e congetturali.

 dati_inflazione_2011.pdf

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