Una via ad Almirante: continuano le polemiche

giorgio_almiranteAnpi, no all’intitolazione di una strada al segretario MSI. Donna Assunta: “questa cosa non la perdonerò al sindaco”

ROMA – “In Commissione Cultura e Toponomastica di Roma Capitale non è mai stata approvata la proposta di una via dedicata a Giorgio Almirante. Risultano dunque incomprensibili queste polemiche basate sul nulla”. La dichiarazione dell’assessore alle Politiche Culturali di Roma Capitale, Dino Gasperini, sembrerebbe non lasciare margine a fraintendimenti. Eppure in questi giorni la polemica sull’opportunità o meno di intitolare una via di Roma allo storico segretario del Movimento sociale italiano è quanto mai vivace.

A gettare sul tavolo il pomo della discordia è stata la manifestazione del prossimo 7 gennaio in occasione dell’anniversario degli omicidi di Acca Larentia, manifestazione altamente osteggiata dall’Anpi, l’Associazione Nazionale Partigiani di Italia, che ha colto l’occasione anche per chiedere al Sindaco di ritirare la proposta di dedicare una strada ad Almirante.

Si alzano grida da destra e sinistra, letteralmente, per difendere il diritto alla manifestazione da una parte e mettere in guardia contro le degenerazioni estremiste dall’altra.

“La manifestazione organizzata il 7 gennaio a Roma dai gruppi neofascisti romani e nazionali mette a forte rischio la sicurezza della Capitale, rischiando di alimentare l’odio politico e di trasformarsi in un evento mediatico di apologia del fascismo e dell’antisemitismo”. Questa la giustificazione apportata dall’Anpi alla richiesta di vietare la manifestazione in memoria della strage di Acca Larentia, in cui vennero uccisi tre giovani militanti di destra. Anche il giudizio su Giorgio Almirante non lascia spazio a equivoci: “È raccapricciante a 73 anni dalla promulgazione delle Leggi Razziali fasciste che venga avanzata tale proposta. Almirante fu il segretario di redazione della rivista ‘La difesa della razza’, caporedattore del ‘Tevere’, periodico distintosi per una campagna antiebraica già prima delle leggi razziali, e uno dei firmatari de ‘Il manifesto della razza’, che aprì la strada alla legislazione razziale in Italia. Inoltre aderì e sostenne convintamente la Repubblica Sociale di Mussolini”. Insomma, per l’Anpi ci sono tutti gli estremi per aborrire una tale richiesta. Pensiero, questo, caldamente sostenuto anche dal PD che con il consigliere alla Regione Lazio, Enzo Foschi, definisce l’intera faccenda “l’ennesimo rigurgito fascista di Alemanno”.

Alle grida di protesta che sorgono da sinistra, rispondono quelle, altrettanto sguaiate, da destra. Insorge il segretario de La Destra Storace su Facebook: “E’ vergognosa la nota dell’associazione partigiani che vorrebbe impedire la commemorazione dell’eccidio di Acca Larentia. Franco Bigonzetti, Francesco Ciavatta e Stefano Recchioni sono ricordati, oltre trent’anni dopo, perché la violenza non semini ancora lutti ed è oggettivamente scandalosa la pretesa di non doverli onorare. O l’odio antifascista serve ancora come passepartout per uccidere giovani di destra? L’Anpi vuol negare persino il ricordo di Giorgio Almirante. Ma non ci riuscirà mai… C’è un popolo che lo ama ancora…”.

Si è pronunciata, infine, persino Donna Assunta che ha tuonato nella trasmissione «Roma Anch’io», in onda su RadioIes 99.8, “Almirante può fare a meno della strada intitolata a Roma se il sindaco Alemanno non protesta contro chi vuole impedirlo. Giorgio ha strade anche dai comunisti, ha la bellezza di 200 strade in Italia. A me la cosa non interessa e chi non vuole farlo, come Alemanno, beh, non fa nulla. Quando il sindaco avrà bisogno di qualcuno, se il buon Dio mi darà vita, saprò rispondergli. Io questa cosa non la perdonerò al sindaco: se faccio una richiesta la faccio in una casa in cui mi accettano. Sono stati bravi quelli che hanno voluto una strada per Togliatti e l’hanno avuta».

Almirante si, Almirante no; manifestazione si, manifestazione no. In questo balletto mancava solo l’ultima parola, quella definitiva di Alemanno che è arrivata prontamente nel pomeriggio: “il compito del Sindaco di Roma dev’essere quello di rappresentare tutti i romani e di fare scelte che uniscano e che non lacerino la città sui valori fondamentali. Per questo, procederemo negli adempimenti politici e burocratici necessari ad intitolare la strada ad Almirante solo quando l’approfondimento storico, che dobbiamo promuovere anche nella nostra Commissione Toponomastica, e il dibattito civile e culturale permetteranno a tutti di comprendere il reale significato del percorso storico-politico di Giorgio Almirante. Questa via dev’essere motivo di unità e non di odio, strumento per evitare di ripercorrere le strade della contrapposizione ideologica e dell’odio di parte. Sono convinto che anche Giorgio Almirante, proprio per il suo messaggio di pacificazione tra tutti gli italiani, condividerebbe questo mio atteggiamento, che cercherò di spiegare a Donna Assunta Almirante non appena potrò parlarle di persona”. Sapremo presto se a Donna Assunta basterà.

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