La buccia di banana delle nomine per la Polverini

polverini-triste-sliderNomina Velardi nel cda del Maxxi, ‘Zio Giulio’ Violati al Roma Fiction Fest e si batte per Muller a quello del cinema

ROMA – Le nomine mandano in tilt la governatrice del Lazio Renata Polverini. Prima c’era stato lo scontro su quelle rinviate, a cominciare dalle poltrone che avrebbe dovuto assegnare, almeno secondo gli addetti ai lavori, ai “trombati” del Pdl, vittime della mancata presentazione della lista alle elezioni regionali. Poi quelle realizzate, che hanno alzato la tensione all’interno della sua stessa maggioranza (soprattutto la scelta di scommettere su Mazzocchi all’Arsial e su Luzzi all’Astral).

Le nomine continuano comunque ad essere la bestia nera di Renata. Pochi giorni fa infatti la presidente ha nominato Claudio Velardi, il responsabile della sua campagna elettorale, rappresentante della Regione Lazio all’interno del Consiglio di amministrazione del Museo Maxxi di Roma. Inevitabili le polemiche, sopratutto nel centrodestra, visti i trascorsi dalemiani e bassoliniani del nuovo consigliere.

Incurante comunque di accuse e polemiche, la Polverini procede come un treno. Per non sacrificare il Roma Fiction Fest alla liquidazione della Fondazione Rossellini, ha pensato di affidarlo alle cure di Giulio Violati, “Zio Giulio” per gli amici, noto non solo come uomo Sangemini e marito di Maria Grazia Cucinotta, ma anche sovvenzionatore della campagna per le Regionali 2010.

Ma lo scontro politico più grosso si è acceso sulla possibile designazione di Marco Muller alla guida della  Festa del cinema di Roma. A più riprese infatti, la Polverini ha minacciato di far uscire la Regione dall’organizzazione dell’evento in caso di mancata nomina dell’ex direttore della Mostra del Cinema di Venezia. Una “velata” minaccia che, dopo il disappunto espresso giorni fa dal presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti, che ha ricordato il “passato” di Muller come “nemico” del cinema romano, ha provocato polemiche di fuoco.

Per il Festival, sostiene la Polverini, “Muller rappresenterebbe la scossa di cui c’è bisogno. Ricordo che siamo i soci di maggioranza e nel Festival investiamo risorse cospicue”. Parole chiare, che hanno scatenato gli attacchi del centrosinistra. Si è fatto sentire anche il sindaco Gianni Alemanno, in virtù di un ritrovato feeling con la Polverini: “Non sono accettabili veti sulle persone”.

A complicare le cose ci si è messo pure il presidente del Festival in carica, Gian Luigi Rondi, in scadenza il prossimo giugno, a cui spetta per statuto il diritto di indicare il nuovo direttore artistico sottoponendolo al voto del cda. E, si sa, Rondi è il più acceso fan dell’attuale direttrice Piera Detassis.

Ma c’è di più. Nelle prossime settimane la governatrice darà avvio al rimpasto di giunta: la sua fedelissima Mariella Zezza, ora assessore al Lavoro, potrebbe diventare presidente di Lazioservice. Con lei dovrebbero lasciare la Regione anche Teodoro Buontempo, assessore alla Casa, e Luca Malcotti, ai Lavori pubblici. Si salvi dunque chi può.

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