Continua senza sosta la battaglia dei tavolini selvaggi

Tavolini_abusivi_PantheonCorsetti ritira le dimissioni, ma avverte che le rimozioni saranno più intense. E’ rottura con il Campidoglio

ROMA – Nuovo capitolo del braccio di ferro tra Comune e residenti del Centro Storico per la rimozione di tavolini e dehors fuori norma dai bar e ristoranti della Capitale. Dopo la protesta di commercianti e residenti, che aveva portato anche alle dimissioni del minisindaco della I Municipalità Orlando Corsetti lo scorso 19 dicembre, è il giorno della verità per le sorti dei tavolini selvaggi nelle zone di Piazza Navona, Campo dè Fiori e Pantheon, solo per citare quelle in cui il fenomeno è più diffuso. È scaduta ieri, infatti, la sospensiva “natalizia” sulle rimozioni di arredi abusivi, firmata dal sindaco Gianni Alemanno. Ma scadeva anche il termine di 20 giorni, stabilito dalla legge, perché le dimissioni di Corsetti diventino effettive. “Non faccio passi indietro  –  aveva avvertito il minisindaco-. Ho inviato tutte le mie richieste ad Alemanno, ma ancora dal Campidoglio non ho avuto risposte. Ritiro le mie dimissioni solo se verrò messo in condizione di svolgere il mio lavoro per la legalità e il decoro del centro storico”.

Ieri è arrivata la decisione del minisindaco del parlamentino di Via Petroselli: ha ritirato le dimissioni e si prepara a continuare con nuova forza la battaglia contro i tavolini selvaggi. Ma è rottura tra il I Municipio e il Campidoglio. “L’atteggiamento del sindaco Alemanno, è il segnale chiaro che siamo stati lasciati soli  –  spiega Corsetti  –  Gli ho inviato una lettera circostanziata, alla quale non mi è stata fornita alcuna risposta. Il primo cittadino non prende parte a questa lotta in favore della legalità e, anzi, dove possibile cerca di ostacolarla come avvenne lo scorso 20 dicembre quando si cercò di fermare le operazioni di rimozione in piazza della Rotonda”. La rimozione dunque riprende più intensa: senza nessuno sconto verranno portate via stufe, teloni e fioriere fuori norma.
Per revocare le dimissioni, Corsetti aveva dunque bisogno solo di un cenno da parte del primo cittadino, affinchè sposasse la sua linea di rigore in nome del decoro urbano, che i negozianti romani sembrano aver messo da parte per aumentare i propri profitti. A sostenere la battaglia del presidente del parlamentino di Via Petroselli, ci sono ancora una volta i residenti riuniti nel “Coordinamento residenti città storica”, che ieri mattina hanno fatto recapitare una lettera ad Alemanno, in cui sottolineano come vivibilità e decoro in centro non possono aspettare. “Il Campidoglio dia personale, risorse finanziarie e mezzi per poter continuare a svolgere proficuamente l’opera di contrasto all’abusivismo commerciale, alle violazioni del regolamento occupazioni di suolo pubblico, al ripristino della legalità ed alla tutela del cuore di Roma  –  scrivono i comitati  – . Riteniamo che quanto richiesto dal Municipio sia indispensabile per il buon funzionamento dell’amministrazione”.

Ma un passo in avanti da parte del sindaco sembra esserci stato. Proprio oggi, infatti, Alemanno ha portato in giunta i nuovi piano per regolamentare la situzione esplosiva dei tavolini selvaggi. Nelle zone in esame, in totale 13 salotti del Centro Storico, la disposizione dei dehors non subirà grandi cambiamenti, ma saranno tolti o spostati quegli arredi a norma con il Codice della strada e con le indicazioni della Sovraintendenza. Insomma, chi ha concessioni regolari non ha nulla da temere. Ma d’ ora in poi non ne verranno erogate altre perchè la maggior parte delle piazze cittadine hanno raggiunto il livello massimo di saturazione di sedie e tavolini.

Più uomini per il mantenimento della sicurezza, più mezzi e l’informatizzazione dell’ufficio commercio, attraverso la creazione di una banca dati elettronica e di una mappa digitale delle occupazioni di suolo pubblico e un deposito per gli arredi fuori norma rimossi. Queste le richieste dei cittadini, insieme a quella di far ritirare le dimissione di Corsetti, in attesa dell’ennesimo capitolo di questa storia, per il momento, senza fine.

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