Mondiali di nuoto, conto salato per Alemanno

SLIDER_ok_mondiali_di_nuotoIl Comune costretto a pagare per aver impedito a Staderini di costituirsi parte civile nel processo contro “la cricca”

ROMA – Conto salato per Alemanno. La Corte di Cassazione, settima sezione, ha infatti condannato il Campidoglio, oltre alle spese processuali, anche al pagamento di mille euro, quale multa a favore della Cassa delle Ammende. Il motivo è presto spiegato: al Palazzaccio si è rilevata la totale inammissibilità del ricorso del Sindaco contro la costituzione di Mario Staderini, segretario dei Radicali Italiani, quale parte civile in luogo del Comune di Roma nel processo relativo ai Mondiali di nuoto del 2009.

Il procedimento vede coinvolti 33 imputati, tra cui i due ex commissari straordinari Claudio Rinaldi e Angelo Balducci, accusati dal pm Sergio Colaiocco di aver rilasciato numerose concessioni edilizie fuori norma, su richiesta di alcuni centri sportivi romani. È noto, infatti, che nel corso del 2008, proprio in concomitanza con i preparativi per l’evento sportivo, che si sarebbe svolto nella Capitale l’anno seguente, vari centri sportivi e numerose altre strutture, tra cui anche istituti religiosi, avrebbero utilizzato concessioni straordinarie per attuare ampliamenti di cubatura delle proprie strutture, tutti lavori che la Procura ritiene essere fuori legge, ovvero strutture abusive.

In questo quadro si inserisce la rottura tra il Campidoglio e il consigliere radicale. Tutto era nato lo scorso aprile, quando Staderini ha esercitato l’azione popolare, di cui all’articolo 9 del testo unico degli enti locali, chiedendo di costituirsi parte civile a nome del Comune di Roma, che, pur essendo citato come parte lesa nel procedimento penale, non si era presentato in udienza. L’azione popolare consente infatti ai cittadini di esercitare le azioni legali e i ricorsi che spettano alle amministrazioni comunali.

“Alemanno ha scelto di stare dalla parte dei potenti che sono imputati, dalla parte della cricca anziché dalla parte della legalità e dei romani”, aveva accusato allora il segretario radicale, puntando il dito contro il primo cittadino, che si era opposto alla sua decisione e aveva spedito in aula i legali dell’ Avvocatura Comunale per spiegare ai giudici che il Comune di Roma non intendeva costituirsi parte civile. Non contento, Alemanno ha poi di nuovo impegnato gli uffici dell’Avvocatura per confezionare un ricorso, depositato in Corte di Cassazione, con il quale si chiedeva l’annullamento dell’ordinanza del Tribunale di Roma che aveva ammesso la costituzione di Staderini.

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