Colosseo, Della Valle minaccia di lasciare

Colosseo_sliderMr. Tod’s sarebbe intenzionato a recedere il contratto di restauro a seguito delle polemiche e dell’inchiesta

ROMA – Dal ministro Ornaghi per ritirare la sponsorizzazione del restauro del Colosseo. Questa era la decisione presa dal patron di Tod’s Diego Della Valle prima dell’incontro con il titolare dei Beni Culturali.
“Poi, però ho ascoltato il consiglio del ministro – ha dichiarato della Valle nella conferenza stampa all’hotel Hassler – e ho deciso di aspettare i risultati dell’inchiesta in corso prima di prendere una decisione definitiva. Spero solo che i tempi siano brevi”.
Mr. Tod’s avrebbe infatti deciso di mollare la sponsorizzazione dell’Anfiteatro Flavio, sottoscritta a giugno scorso, a seguito delle inchieste e delle polemiche scoppiate negli ultimi giorni.

Il ministro Ornaghi, dal canto suo, ha rivolto a Della Valle ”un convinto invito ad attendere prima di maturare una decisione definitiva. È infatti convinzione del Ministro che il buon esito dell’iniziativa, la quale vede per la prima volta affiancati pubblico e privato in una così importante operazione di tutela e valorizzazione di un bene culturale straordinario qual’è il Colosseo, sia significativa e paradigmatica in una fase in cui il Paese intende rilanciare fattori e motivazioni del proprio sviluppo.
“Al fine di disporre di un quadro dettagliato dell’intera vicenda, il Ministro ha incontrato in mattinata anche il Sottosegretario Roberto Cecchi, a cui ha manifestato stima e fiducia. Il Sottosegretario ha ribadito che i vertici della ex struttura commissariale, avendo agito per l’interesse pubblico e con correttezza formale e sostanziale, sono pienamente disponibili a ogni chiarimento e approfondimento ritenuti necessari”.

La Procura di Roma e la Corte dei Conti hanno infatti aperto un’indagine sull’accordo firmato con Diego della Valle per il restauro del Colosseo. Lo ha reso noto la Uil, che all’indomani della convenzione siglata dall’allora commissario straordinario Roberto Cecchi, oggi sottosegretario del ministero dei Beni culturali, aveva presentato un esposto alla magistratura.

La Procura di Roma, precisa la segreteria nazionale della Uil, “ha aperto un fascicolo (n.51108) e il procuratore capo ha affidato l’incarico di seguire l’esposto denuncia al magistrato Maria Letizia Golfieri. Analogo fascicolo è stato aperto dalla Procura della Corte dei Conti”. I rappresentanti del sindacato sono stati ascoltati in merito nelle ultime settimane, mentre il sottosegretario Roberto Cecchi sarà sentito nei prossimi giorni.

La Uil aveva chiesto inoltre di far luce “sulle eventuali responsabilità penali ed erariali relativamente alla convenzione ‘segreta’ concernente il cosiddetto restauro del Colosseo, a tutt’oggi ancora non pubblicata”.

La Procura di Roma potrebbe configurare l’ipotesi di abuso d’ufficio nel quadro degli accertamenti scaturiti dalla denuncia riguardante la convenzione per il restauro del Colosseo. Un confronto, sull’eventuale ipotesi di reato da prendere in considerazione, sarà fatto dal procuratore aggiunto Alberto Caperna e dal pm Maria Letizia Golfieri.

SuIl’accordo per il restauro dell’Anfiteatro Flavio è intervenuta anche l’Antitrust evidenziando delle distorsioni circa il contratto da 25 milioni di euro affidato al gruppo Tod’s di Della Valle. L’intesa, siglata nel giugno 2011, era stata subito denunciata sia dal sindacato di categoria Uil che dal Codacons in merito alla correttezza della procedura. A commentare il parere espresso dall’Autorità garante che ha sottolineato delle distorsioni della concorrenza nell’operazione, tutti i soggetti chiamati in causa.

“In ottemperanza a quanto previsto dall’accordo – aveva allora replicato Diego Della Valle – abbiamo già provveduto a depositare una fideiussione di oltre dieci milioni di euro a garanzia del pagamento della prima tranche dei lavori di restauro del Colosseo. Sono soldi – aggiunge – che ci auguriamo vengano impiegati quanto prima per restaurare un monumento che rappresenta l’Italia nel mondo e che ne ha tanto bisogno.

“Il supposto sfruttamento commerciale dell’iniziativa di sponsorizzazione del restauro del Colosseo – continua Della Valle – da parte del gruppo Tod’s è un fatto che non esiste e assolutamente contrario, per quanto ci riguarda, allo spirito dell’iniziativa. Circa l’accordo che affida a Tod’s i lavori di restauro del Colosseo, precisa Della Valle, “non è stato rivolto alcun rilievo”.

“Leggiamo dagli organi di stampa che l’Autorità garante della concorrenza e del mercato avrebbe formulato rilievi alla procedura seguita dal commissario delegato per la realizzazione degli interventi urgenti nelle aree archeologiche di Roma e Ostia antica in occasione della conclusione del contratto di sponsorizzazione del Colosseo. “Il gruppo Tod’s, pur essendo estraneo alla vicenda – conclude il patron – e a cui non è stato rivolto alcun rilievo, precisa che il comportamento tenuto dal Commissario delegato e dalle Autorità che hanno partecipato alla definizione dell’accordo è stato di assoluta chiarezza e correttezza”.

Di tutt’altro parare il presidente del Codacons, Carlo Rienzi secondo cui “il Commissario delegato dovrà ora illustrare entro sessanta giorni all’Antitrust le iniziative adottate in relazione alle problematiche evidenziate dall’Autorità. E sull’affidamento della sponsorizzazione del Colosseo al gruppo Tod’s pesa anche la scure di un ricorso al Tar del Lazio presentato dal Codacons, sul quale si pronuncerà a breve il Tribunale Amministrativo”.

Decisamente turbato il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. “Sono sconcertato – ha dichiarato – dall’ostinazione con cui alcune realtà associative cercano di impedire o rinviare gli appalti per il restauro del Colosseo. Non ci si può lamentare né sorprendere che un monumento come il Colosseo subisca danneggiamenti di vario tipo se, nel contempo, si continua a ostacolare un progetto di restauro da tempo avviato – aggiunge Alemanno -. Chi oggi si avvale di tutti i possibili cavilli giuridici e procedimentali per rinviare questo restauro si assume una gravissima responsabilità rispetto alla conservazione di questo eccezionale bene monumentale e crea un oggettivo danno alla città di Roma”.

Sereno per la trasparenza e la correttezza dell’iniziativa, il sottosegretario ai Beni culturali, Roberto Cecchi, fino al 29 novembre scorso commissario straordinario dell’area archeologica romana. “Ritengo – ha dichiarato Cecchi – di aver fatto tutto in trasparenza e limpidità, avendo ottenuto tutti i pareri necessari. Non avremo quindi nessun problema a risponderemo punto per punto a quanto ci viene richiesto. Andremo avanti nella direzione intrapresa. Non ho dubbi – ha quindi assicurato – sulla bontà del progetto e non vedo alcun motivo per fermarsi”.

Sulla discussa esclusione della linea aerea Ryanair dal bando di concorso di sponsorizzazione dell’anfiteatro, Cecchi ha poi spiega: “Presentarono un progetto che prevedeva la realizzazione di grandi pannelli pubblicitari a tutta altezza del Colosseo. Era cioè l’esatto contrario di quello che ci eravamo proposti: niente pubblicità sul monumento. E infatti loro sono stati corretti. Nessuna polemica è arrivata da parte della Ryanair.

“Questo – conclude Cecchi – è un Paese che tende a non far fare le cose, anche quelle migliori. Non mi sembra di aver visto in giro delle grandi evidenze pubbliche con l’intento di incassare e non spendere soldi. Con questa sponsorizzazione, invece, lo Stato incasserà 25 milioni di euro. Quindi – conclude il sottosegretario – il progetto si farà”.

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