Equitalia più equa, lo chiedono in tanti

Befera_Equitalia_sliderIn prima fila parlamentari di tutti gli schieramenti. Metodi di Equitalia e tardivi pagamenti dei debiti dello Stato

ROMA – Sempre caldo, anzi bollente il tema della pressione fiscale e delle procedure della riscossione delle imposte nel nostro Paese. Tralasciando gli effetti spettacolari del blitz degli ispettori fiscali a Cortina – che hanno scoperto l’acqua calda ben nota a tutti e che avrebbero potuto denunciare, con molte minori spese, i possessori di yacht o suv semplicemente sfogliando un qualsiasi pubblico registro automobilistico o nautico mettendolo poi a confronto con le denunce dei redditi dei proprietari – l’eterno dibattito sulla riforma fiscale non cessa di sfornare idee e buoni propositi.

Particolarmente attivo in questo periodo è il Senato dove la Commissione finanze sta portando avanti, non senza difficoltà, la sua indagine conoscitiva sul sistema fiscale italiano. Ultimo esperto ad essere ascoltato prima della sosta natalizia è stato il prof. Uckmar che ha posto l’accento su vari temi, dalla “dimensione abnorme della pressione fiscale sui redditi dichiarati” alla “tassazione in capo ai soci per far emergere i redditi occulti dietro società di comodo”, dall’abuso del diritto da parte dell’amministrazione finanziaria alla tracciabilità delle attività della finanza derivata “contraddistinta da eccessive aree di opacità”.

Nello stesso ramo del Parlamento si segnalano d’altronde diverse mozioni presentate da senatori di diversi partiti soprattutto in merito alla riscossione delle imposte. Limitandosi ai soli primi firmatari degli atti parlamentari, si vede che il tema sta a cuore a tutto l’arco costituzionale: si tratta infatti dei senatori Franco Bruno (Terzo polo), Lucio Alessio D’Ubaldo (Pd), Giuseppe Caforio (Idv) e Riccardo Conti (Pdl).

Il filo rosso che, con le dovute articolazioni, percorre le varie mozioni è quello di un rapporto equo ed equilibrato tra il contribuente e l’amministrazione finanziaria. Al centro di questo filone ci sono due temi cruciali, quello dei metodi di riscossione dei tributi da parte di Equitalia e i tardivi tempi di pagamento dei debiti dello Stato nei confronti di fornitori privati.

Sul primo punto c’è l’invito al governo (Bruno e altri) a rinviare al 1º luglio 2012 l’entrata in vigore delle nuove norme sul procedimento esecutivo e di fissare l’obbligo per l’Agenzia delle entrate di notificare al debitore l’atto di trasmissione del titolo esecutivo all’agente della riscossione.

In tema di aggio e di sanzioni applicate ai contribuenti morosi, D’Ubaldo e altri propongono di “rivedere il sistema di calcolo delle sanzioni tributarie, escludendo qualsiasi forma di anatocismo derivante da meccanismi di applicazione di interessi sulle sanzioni e sugli interessi di mora”.

Sull’elemento cruciale dei ritardi con cui la P.A. paga i propri debiti, la mozione del Terzo polo suggerisce l’introduzione della possibilità di certificare il debito delle amministrazioni pubbliche nei confronti delle pmi e di presentare tali certificati allo sconto delle banche, mentre la mozione Caforio impegna il governo a creare presso la Cassa depositi e prestiti un fondo rotativo che anticipi i pagamenti ai fornitori delle P.A.

Piani di rateazione più “morbidi” per i contribuenti in difficoltà (tenuto conto del particolare periodo di crisi che il Paese attraversa), riduzione dei costi della riscossione e degli interessi, riorganizzazione delle banche dati e dei sistemi informativi di Equitalia, sono gli altri temi oggetto dell’iniziativa parlamentare in corso.

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