Aams, sospesa la messa in onda dello spot sul gioco responsabile

gioco_responsabileLa richiesta del senatore Pdl Raffele Lauro. Era circolato su youtube e sulle reti Rai in fascia protetta

ROMA – Solo qualche giorno fa “Libera”, l’associazione guidata da Don Luigi Ciotti, aveva presentato un dossier, dal significativo titolo di “Azzardopoli”, in cui si mettevano in luce i rischi del gioco d’azzardo, nuova frontiera della criminalità organizzata, che può coinvolgere grandi e piccoli. Il tema in questione è dunque diventato ancora più delicato del solito, e sotto accusa è finito anche uno spot promosso dall’Aams, l’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, circolato nei giorni scorsi sulle reti della Rai in fascia protetta.

A puntare il dito contro la clip, dal titolo “La prima volta non si scorda mai”, circolato anche su youtube e ora rimosso dall’utente, è stato il senatore del Pdl Raffaele Lauro, già membro della Commissione Antimafia, secondo il quale “la pubblicità mescola subdolamente attraverso protagonisti giovani, in maniera subliminale, la prima esperienza sessuale con la prima esperienza di gioco”. Il parlamentare ha chiesto al presidente Monti di farlo ritirare immediatamente, “altrimenti mi rivolgerò all’autorità giudiziaria”. Detto fatto: oggi è arrivata la comunicazione da parte dei Monopoli di Stato della sospensione della messa in onda dello spot istituzionale in materia di gioco responsabile. “Tale decisione – si legge in una nota – scaturisce dalla necessità di evitare qualsiasi fraintendimento rispetto all’unico, reale e dichiarato obiettivo dell’Amministrazione di diffondere messaggi sul divieto di gioco per i minori di età, invitando la collettività a un comportamento legale e responsabile nel gioco”.

Soddisfazione per la scelta è stata espresso, oltre che dal senatore Lauro, che ha ringraziato Monti e la dirigenza dei Monopoli di Stato “per aver aderito tempestivamente alla richiesta di molti senatori e di migliaia di cittadini, che hanno protestato su Internet, per uno spot ambiguo, che rischiava di produrre effetti controproducenti, rispetto alle finalità”, anche dai colleghi Luigi Li Gotti (Idv) e Emanuela Baio (Terzo Polo).

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