Accesi i motori per la corsa in Confindustria

Emma_Marcegaglia_sliderLe procedure per la nomina del presidente che sostituirà Emma Marcegaglia. I candidati in campo Bombassei, Squinzi e Riello

ROMA – Lo start ufficiale per la corsa alla presidenza di Confindustria, che la Marcegaglia lascerà a fine maggio, sarà dato tra meno di una settimana. Martedì 24 infatti si riuniranno a viale dell’Astronomia, insieme alla stessa Marcegaglia, gli ex presidenti della confederazione imprenditoriale, cioè Vittorio Merloni, Luigi Lucchini, Luigi Abete, Giorgio Fossa, Antonio D’Amato e Luca di Montezemolo. Spetta loro il compito di aprire le “danze” indicando una rosa di nove nomi entro cui la Giunta sceglierà i tre saggi che nell’arco di 45 giorni raccoglieranno gli orientamenti delle federazioni regionali e delle associazioni di categoria per formulare le candidature vere e proprie da cui il 22 marzo uscirà il nuovo presidente degli industriali italiani.

Questo è quanto prevede lo statuto di Confindustria. In realtà, come in tutte le campagne elettorali che si rispettano, la corsa è già partita da parecchio tempo. Ci sono sempre le incognite legate a possibili situazioni di stallo, o gli scatti finali di qualche outsider che esce fuori all’ultimo momento e brucia tutti sul filo di lana. Ma a parte queste riserve d’obbligo, se si votasse oggi, i membri di Giunta sarebbero chiamati a scegliere tra Alberto Bombassei, patron della Brembo, Giorgio Squinzi, numero uno della Mapei, e Andrea Riello, presidente del gruppo Riello Sistemi.

Secondo alcuni bookmakers, i primi due in questo momento avrebbero uguali possibilità di vittoria con il 40% di probabilità a testa. Riello sarebbe un po’ più staccato dal gruppetto di testa con il 20% di chances, ma con la possibilità di fare da ago della bilancia con il suo pacchetto di voti veneti qualora la situazione di parità proseguisse fino alla fine.

Per quanto riguarda i supporter, Bombassei potrebbe contare su alcune associazioni territoriali del nord, sull’ appoggio dell’ex presidente Luca Cordero di Montezemolo e di un manager del calibro di Franco Bernabè. Squinzi invece sarebbe ovviamente sostenuto innanzitutto da Assolombarda, di cui è vicepresidente (nessun candidato è stato mai eletto alla presidenza di Confindustria “contro” l’associazione di Milano), e da diverse territoriali del nord, del Centro e del Sud.

Tra queste ultime – se fossero vere le “soffiate” di Dagospia – ci sarebbe anche Unindustria Lazio che stasera il suo presidente, Aurelio Regina, riunisce informalmente alla Casina Valadier per tirare la volata proprio a Squinzi.

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