Trenitalia sotto torchio: diffida da Ferderconsumatori

trenitaliaTagli ai servizi: le FS sotto accusa nell’interrogazione di Filippi, PD, e nella diffida mossa da Federconsumatori

ROMA – Se pensavamo che questi ultimi mesi ci avessero tartassato già a sufficienza e, in un moto di ottimismo, abbiamo creduto che dopo la benzina alle stelle, la stretta sulle pensioni e la stangata sulla casa, il peggio fosse passato, non ci resta che piangere sulla nostra ingenuità e prepararci a un nuovo, durissimo, colpo. A fare la parte del carnefice questa volta è Trenitalia, che sta attuando una serie di cambiamenti che destano serie preoccupazioni nella cittadinanza e nel personale della società.

Tali perplessità sono state raccolte e denunciate in un’interrogazione parlamentare dal senatore del PD Marco Filippi, che ha chiesto delucidazioni sui cambiamenti in atto e i loro riflessi nella vita del Paese. Come si legge nel documento, “nel mese scorso, il 10 dicembre 2011, con l’attivazione del nuovo orario invernale sono emersi i drastici tagli dei convogli ferroviari a media e lunga percorrenza che hanno confermato il lento e progressivo abbandono del Sud del Paese da parte di Trenitalia ed il conseguente taglio di migliaia di posti di lavoro”.

Brutte notizie per chi viaggia in partenza dal Sud: Trenitalia, infatti, ha eliminato ben 32 treni a lunga percorrenza sui 144 esistenti (il 22%), e ridotto i km coperti quotidianamente dai treni da 43.443 a 23.131. I tagli nel numero dei treni corrispondono, sorprendentemente, a un aumento sul prezzo dei biglietti. Questo è dovuto all’introduzione di quattro livelli di servizio, vale a dire quattro classi di solo il livello “executive” ha costi inferiori alla vecchia seconda classe. I posti relativi a questo livello, però, sono pochissimi, perciò, grazie alle nuove tariffe, il 90% dei posti paga una tariffa decisamente superiore a quella precedente.

Secondo l’interrogante, è alta la probabilità che “le scelte attuali siano anche frutto di una precisa scelta politica: rendere sempre meno fruibili e confortevoli i treni a lunga percorrenza, con riscaldamenti non funzionanti, carrozze fatiscenti, ritardi e cancellazioni troppo spesso ingiustificati, facendone crollare l’utilizzo per poi giustificare i tagli”. In pratica Trenitalia, invece che alzare il livello qualitativo dei trasporti per i ceti meno abbienti, “rende questo servizio pubblico carente, lento ed inadeguato penalizzandone sempre più un’utenza in prevalenza costituita da lavoratori e studenti”.

Le novità riguardano anche l’accesso al bar per quanto riguarda la categoria più bassa, una scelta che comporta non solo la mancanza di un servizio ma anche problemi di sicurezza. Secondo Filippi infatti questo cambiamento “rappresenta una grave discriminazione lesiva della dignità e dei diritti dei cittadini abbassando, peraltro, la sicurezza complessiva dei convogli con la chiusura delle porte di comunicazione tra i vagoni delle diverse classi, tanto più grave in caso di incendi o di assistenza ai passeggeri colpiti da malori”.

A tutto ciò si aggiunge una mancanza di chiarezza nelle offerte promosse da Trenitalia. Secondo quanto si legge in un comunicato della Federconsumatori, “le offerte che campeggiano accattivanti sul sito di Trenitalia” nascondono un inganno. Ad esempio, “l’ Offerta notte + AV manca di chiarezza e della necessaria trasparenza, in particolare relativamente al numero dei posti che possono usufruire della promozione. Non è specificato, infatti, che la promozione è a numero chiuso, vale a dire solo i primi che prenotano riescono ad usufruire dei prezzi vantaggiosi, gli altri pagheranno a prezzo pieno”. A questo si aggiungono i disagi legati ai vagoni destinati al trasporto passeggeri, spesso inadeguati, sporchi, con posti a sedere insufficienti e con servizi impraticabili o fuori servizio.

Trenitalia dovrà pertanto fare i conti con un formale atto di diffida da parte della Federconsumatori teso a “ripristinare il corretto svolgimento della funzione di concessionaria del servizio pubblico, vale a dire garantire i collegamenti giornalieri di media e lunga percorrenza su tutto il territorio nazionale, assicurando standard elevati di qualità ed efficienza ed adottando politiche di prezzi tali da rendere accessibile il servizio”.

Se non bastasse, ad essa si aggiunge l’interrogazione del senatore Filippi che chiede che vengono date spiegazioni sui cambiamenti apportati, in particolare riguardo alla necessità di introdurre una nuova classe viaggiatori e se questa dovesse comportare la segregazione fisica degli ambienti ad essa relativa. Filippi si chiede, infine, “se lo Stato, nel suo ruolo di azionista unico e di decisore strategico del gruppo Ferrovie dello Stato, non ritenga di intervenire con urgenza ed in modo inequivoco al fine di assicurare servizi di mobilità uniformi su tutto il territorio nazionale non discriminatori per i cittadini”.

In un clima teso come quello attuale, basteranno le giustificazioni del business a placare gli animi?

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