Le liberalizzazioni sì, le privatizzazioni no

farmaci-farmaciaPiù di 1000 euro l’anno il risparmio per ogni famiglia se andasse in porto la deregulation. Le valutazioni dell’Adiconsum

ROMA – Mentre infuria la battaglia per le annunciate liberalizzazioni di interi settori (taxi, farmacie, ordini professionali, ecc.), nessuno finora aveva fatto i conti dei benefici che ciascun cittadino potrebbe trarre da ogni intervento. Che poi, in ultima istanza, è questa la ragione prima ed esclusiva del processo in atto.

Ora l’Adiconsum prova a valutare il risparmio medio che ogni famiglia potrà ricavare attraverso il processo di liberalizzazione annunciato dal Governo. Senza dichiarare i criteri usati per l’esercizio di valutazione, l’associazione dei consumatori arriva a stimare in più di 1000 euro all’anno il vantaggio per ogni famiglia se andassero in porto le liberalizzazioni annunciate.

Questa grosso modo sarebbe l’articolazione dei benefici: 70 euro in meno per le spese farmaceutiche, 350 euro per la liberalizzazione del commercio, 250 euro per la liberalizzazione dei carburanti e 400 euro per la liberalizzazione delle professioni.
“Per ottenere questo risultato – dichiara il segretario generale dell’Adiconsum, Pietro Giordano – è necessario liberalizzare e non privatizzare gli asset fondamentali e necessari per lo sviluppo del nostro Paese.

Le privatizzazioni di vecchia memoria sono state pagate pesantemente dai consumatori e hanno arrecato danni enormi al Paese. Non è possibile vendere, o peggio svendere, le strutture e le aziende pubbliche dell’energia, né privatizzare le poste o le ferrovie. Le reti (ferroviarie, telefoniche, energetiche, ecc.) devono rimanere saldamente in mano pubblica e le aziende che ne usufruiscono, devono pagare il giusto onere allo Stato, che così potrà effettuare investimenti e dare impulso allo sviluppo delle stesse reti”.

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