Mandelli riconfermato alla guida dei farmacisti italiani

Mandelli_AndreaRiconfermati in blocco i vertici della federazione. Una busta sospetta a Mandelli nei giorni scorsi

ROMA – Riconfermati in blocco. Il vertice della Federazione nazionale degli Ordini dei farmacisti (Fofi) mantiene inalterata la sua composizione: alla presidenza Andrea Mandelli, alla vicepresidenza Luigi D’Ambrosio Lettieri e Maurizio Pace alla segreteria. Alla carica di tesoriere confermato Franco Cantagalli.

Questo il responso delle elezioni che si sono chiuse oggi. Il nuovo comitato centrale uscito dalle urne è così composto: Andrea Mandelli (Ordine di Milano); Luigi D’Ambrosio Lettieri (Ordine di Bari); Maurizio Pace (Ordine di Agrigento); Franco Cantagalli (Ordine di Bologna); Piero Maria Calcatelli (Ordine di Ancona); Giovanni Gerosa (Ordine di Lecco); Mario Giaccone (Ordine di Torino); Giacomo Leopardi (Ordine di Roma); Ferdinando Foglia (Ordine di Caserta); Felice Ribaldone (Ordine di Genova); Alberto Schiaretti (Ordine di Firenze); Graziano Santoro (Ordine di Catanzaro); Maximin Liebl (Ordine di Bolzano).

Il Collegio dei revisori dei conti è invece composto da Angela Pellacchi, Ordine dell’Aquila; Antonio D’Alessandro, Ordine di Palermo; Lucio Pantano, Ordine di Frosinone e, come membro supplente Andrea Giacomelli, presidente dell’Ordine di Pistoia.

Il presidente Andrea Mandelli era stato bersaglio, la settimana scorsa, di un atto intimidatorio. Due buste sospette erano state infatti recapitate una alla sede della Federazione dei farmacisti in via Palestro a Roma, l’altra a Monza, alla farmacia di proprietà di Mandelli. In quest’ultima busta era stato trovato un volantino collegato ad una siringa con dentro della polvere.

Il presidente, principale oppositore alle liberalizzazioni dei farmaci di fascia C proposte dal governo Monti in discussione in questi giorni, aveva cercato di gettare acqua sul fuoco, dichiarando subito dopo che “quanto accaduto testimonia che si è passata la riga del confronto civile e dimostra che c’è qualcosa che non va.

“Forse – aveva aggiunto – il clima è troppo esasperato. C’è troppa attesa dalla liberalizzazione delle farmacie, che non può essere la panacea di tutti i mali. Vorrei riportare tutto a toni più sereni, rientrare nel dialogo perché l’Italia ha bisogno di altro, rispetto a un’aspirina in più o in meno”.

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